Scrivere contenuti per il Web

Scrivere contenuti per il Web

Piccolo prontuario per aspiranti copywriter online, con consigli su come redigere e impaginare testi e articoli da inserire in siti web e blog.

Chiunque abbia un sito internet o voglia guadagnare scrivendo in rete, sa bene quanto sia necessario creare contenuti interessanti ed accattivanti, che portino più traffico sulle proprie pagine o sulle pagine dei clienti per i quali si lavora. Tuttavia, non tutti conoscono le regole necessarie ad ottenere il risultato sperato. L’arte della scrittura in rete comprende tecniche e norme di base che è bene conoscere a fondo, indispensabili a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a questo mondo. Non solo inerenti la scrittura in se, ma anche l’impaginazione, la scelta dei colori di sfondo o dei font per i titoli, e molte altre tematiche di cui discuteremo. Queste regole sono ancor più importanti soprattutto se si pensa che la qualità dei contenuti è oggi un fattore fondamentale per la SEO di qualsiasi sito (Vedi anche la Grande Guida SEO ai paragrafi L’importanza dei contenuti e User Experience). In questo articolo cercheremo di illustrare alcuni tra gli aspetti principali, e scenderemo nel dettaglio di cosa significhi creare contenuti di qualità, facilmente leggibili, fruibili, e apprezzati soprattutto dai visitatori.

Scrivere contenuti per il web

E per inciso, tra le buone regole che migliorano la user experience c’è anche quella di inserire un indice per aiutare il visitatore nella navigazione. Lo trovate qui sotto!

Buona lettura

Indice

L’esperienza utente

Iniziamo con il definire cosa distingue un contenuto mediocre da un contenuto di qualità:

La qualità di una pagina web, e quindi del suo contenuto, è direttamente proporzionale alla qualità dell’esperienza degli utenti che la visitano.

In parole povere sono i visitatori della pagina web che con il loro comportamento determinano il valore di un particolare contenuto. E i motori di ricerca, questi comportamenti li sanno analizzare molto bene. Per spiegare meglio questo concetto dobbiamo ricorrere a due semplici esempi.

Primo esempio

Hai pubblicato una nuova pagina web e il tuo contenuto è pronto per essere fruito dal pubblico. Dopo un mese, noti che la pagina viene visitata da molte persone in arrivo da Google, ma queste non interagiscono (non commentano, non condividono il link sui social, non ti contattano ecc.), restano sulla tua pagina solo pochi secondi per poi scappare via dal sito. Nei 2 mesi successivi si noterà probabilmente un drastico calo delle visite e il sito apparirà sempre meno spesso tra i risultati consigliati da Google, Bing e così via.

In questo caso l’esperienza utente non è stata soddisfacente: i visitatori non hanno trovato le informazioni che cercavano, magari non hanno neppure reputato il contenuto interessante, e sono immediatamente scappati dal sito senza interagire con la pagina. Probabilmente, tornando subito alla ricerca di altri risultati su Google o altri motori. Questo suggerisce a qualsiasi motore di ricerca che la pagina non è di valore per gli utenti: il motore quindi presenta sempre meno il tuo contenuto e le visualizzazioni calano, per poi eventualmente ridursi a zero.

Proviamo ora con l’esempio opposto

La pagina è pronta e pubblicata, e come nel caso precedente noti un notevole traffico durante il primo mese. Il tempo di permanenza sulla pagina però è elevato, noti che le persone seguono i link presenti in pagina e navigano nel sito in cerca di nuove informazioni, tornano più volte a visitarla e alcuni addirittura commentano il contenuto e lo condividono. Nei 2 mesi successivi noterai che le visite aumenteranno esponenzialmente. Perché? perché in questo caso gli utenti sono soddisfatti di quello che hanno trovato: leggono il contenuto ed interagiscono con la pagina perché trovano interessante ciò che hanno davanti. Questo fa sì che il contenuto venga ritenuto di valore anche dai motori di ricerca, che iniziano a consigliarlo progressivamente a sempre più persone, e si crea un effetto valanga che porta all’aumento esponenziale dei visitatori.

Ovviamente questi sono i due estremi, nella maggior parte dei casi la pagina web si troverà da qualche parte all’interno di questo intervallo, ma l’essenza del discorso rimane la stessa:

Pensa, progetta, scrivi o disegna qualsiasi contenuto online mettendoti nei panni degli utenti che lo dovranno utilizzare.

Cosa costituisce l’esperienza utente?

Abbiamo capito quindi che se vogliamo produrre contenuti di qualità dobbiamo porre grande enfasi sull’esperienza utente. Cosa contribuisce però a creare una buona esperienza?

Tutto quello che entra in contatto con il visitatore: dal tempo di caricamento della pagina alla facilità di navigazione, passando per l’estetica. Ci sono in realtà molti aspetti da tenere in considerazione, tra i quali anche aspetti tecnici come la sicurezza complessiva del sito. In questo articolo però vogliamo concentrarci solo sulla creazione dei contenuti, e ci soffermeremo quindi solo sugli aspetti ad essa inerenti: organizzazione del testo, punteggiatura, impaginazione e formattazione, link, immagini, elementi multimediali e così via.

Organizzazione del testo e punteggiatura

Iniziamo questa sezione definiamo quali sono i nostri obbiettivi riguardo l’organizzazione del testo e la sua punteggiatura. Per farlo bisogna considerare tutta una serie di differenze tra la scrittura tradizionale e quella online:

  • I visitatori hanno sempre fretta e spendono poco tempo a cercare ciò di cui hanno bisogno all’interno di un testo. Se ad una prima occhiata non trovano quello che cercano, se la pagina non si carica rapidamente, se i colori sono sgradevoli … chiudono la pagina e cercano altrove (e questo danneggia il sito, come abbiamo già visto negli esempi).
  • Lo span d’attenzione medio degli utenti del web è molto basso. I concetti principali devono quindi essere ben evidenti, per evitare la “fuga” del lettore.
  • La lettura non è quasi mai lineare. Anzi, spesso si tratta di una lettura “spezzata” durante la quale l’utente cerca subito di capire se la pagina contiene le informazioni di cui ha bisogno, poi eventualmente prosegue nella lettura possibilmente saltando direttamente al punto in cui l’informazione si trova. Si parla infatti di lettura orientativa o skimming.
  • Meglio non perdersi in inutili perifrasi ed andare direttamente al nocciolo della questione. Il pubblico del web non ama leggere a lungo.

Nella stragrande maggioranza dei casi, dobbiamo quindi far si che il visitatore trovi quello che sta cercando molto rapidamente, per evitare di perderlo. Fanno ovviamente eccezione articoli e pagine relative a racconti, fatti di cronaca o di vita vissuta, ed in genere tutto ciò che ricade nel campo della narrativa e della letteratura (contemporanea e non).

Struttura

L’organizzazione del testo non può rifarsi alla classica organizzazione classica che avrebbe un libro – con capitoli lunghi pagine e pagine – soprattutto se, come spesso accade, l’intento della pagina è presentare un insieme di informazioni. La pagina web “classica” deve piuttosto avere una struttura molto ben definita, snella, che scandisca i concetti espressi con un certo ritmo, quasi musicale, in modo che il visitatore trovi subito quello che cerca. L’idea è quella di creare un testo nel quale ogni concetto è possibilmente racchiuso in un suo paragrafo dedicato, per semplificare al massimo la navigazione. In questo modo al visitatore basta scorrere le varie sezioni o sottosezioni per trovare quello che cerca.

Questo tipo di struttura è utile ad esempio per presentare prodotti e servizi, guide, articoli divulgativi ed in genere testi con informazioni sparse, inerenti ad un singolo concetto principale o a più concetti. La regola ovviamente non vale se si tratta di presentare un fatto di cronaca o un racconto di fantasia, per i quali è possibile optare per paragrafi un po’ più lunghi e meno spezzati.

Titoli

Per i titoli esistono alcune regole molto semplici. Prima di tutto, qualsiasi titolo dovrebbe sempre essere rappresentativo del contenuto del paragrafo a cui fa riferimento. Trattandosi di contenuti online inoltre è importante organizzare i titoli all’interno del testo in maniera gerarchica, utilizzando il tag H1 per il titolo principale fino ad arrivare ai tag H3/H4 per le sezioni più piccole. Esistono anche altri tag di livello inferiore (Fino ad H6), tuttavia solitamente si evita di andare oltre H3 o al massimo H4 per non appesantire la lettura. Anche la dimensione del font scelto dovrebbe essere regolata di conseguenza, con font di dimensioni maggiori per il titolo principale e progressivamente inferiori per i livelli più bassi.

Il titolo principale ed i sottotitoli sono parti fondamentali di un qualsiasi articolo, perché l’utente tende a leggerli rapidamente per capire se il contenuto fa al caso suo o meno.

Punteggiatura e lunghezza delle frasi

L’estrema organizzazione del testo in rete si riflette anche sulla punteggiatura e sulla lunghezza dei periodi. Le frasi dovrebbero essere brevi, efficaci. Create con l’obiettivo esprimere concetti singoli. Meglio invece limitare o evitare strutture complesse e ricche di subordinate che tanto piacciono a noi italiani. Sia per un discorso di facilità di comprensione sia per un discorso di Search Engine Optimization, che non discuteremo però in questo articolo.

La punteggiatura invece viene utilizzata grossomodo come viene utilizzata nella carta stampata. Senza eccedere nell’uso dei segni d’interpunzione: troppi punti esclamativi o interrogativi possono sminuire il contenuto e scoraggiare il lettore, troppe virgole o troppe parentesi possono rendere pesante la lettura e così via. Insomma, mantenere un certo grado di moderazione nell’uso della punteggiatura è d’obbligo. Una nota a parte va fatta per il punto e virgola, che sta progressivamente cadendo in disuso.

Il linguaggio

Il linguaggio utilizzato varia in base al contesto: in un progetto tecnico il linguaggio sarà sicuramente diverso rispetto a un blog di stampo colloquiale. Tuttavia, in generale, possiamo dire che meno austero e meno complesso è il linguaggio, meglio è. Ancora una volta, Il filo conduttore di tutti questi accorgimenti è l’intento di rendere quanto più scorrevole e armoniosa la lettura del testo per il lettore, con la possibilità di rendere comprensibile il contenuto anche da parte di chi non è ferrato in materia.

Io narrante e come rivolgersi al lettore

La scelta dell’io narrante e di come rivolgersi al pubblico oggi, è diventata una pura questione stilistica:

  • Possiamo utilizzare la prima persona plurale, per creare un clima amichevole, rilassante, coinvolgere il lettore e farlo sentire immerso in un gruppo più ampio nel quale risiediamo anche noi. Ad esempio utile per descrivere le posizioni di un corso online di Yoga o per analizzare i dettagli di un’opera d’arte.
  • Potete invece optare per la seconda persona plurale, per creare un “gruppo virtuale” al quale spiegare qualcosa e dal quale vi volete in qualche modo distinguere. Un tipo di scrittura molto utilizzata nel campo del teaching, dove un maestro spiega qualcosa ai suoi alunni. Utile ad esempio per spiegare ricette online, tecniche di fai da te, corsi online e così via.
  • Posso utilizzare la prima persona singolare, in tutti quei casi in cui non è il lettore a essere protagonista: Ma lo scrittore. Tecnica questa molto utilizzata in narrativa ad esempio, se voglio raccontare una storia che ho vissuto in prima persona, o un racconto di fantasia.
  • Può utilizzare la terza persona singolare per presentare testi formali, conferire rispetto e dare una generale impressione di autorevolezza al testo.
  • Puoi utilizzare la seconda persona singolare, per presentare testi più informali e coinvolgere il lettore direttamente, come se si trattasse di una comunicazione verbale.
  • Ed infine, è anche possibile utilizzare forme impersonali, attraverso le quali non è perfettamente chiaro chi sia il narratore, e dove sia collocato il lettore.

Ovviamente più che dal contenuto queste differenze sono dettate dall’impostazione che vogliamo dare alla pagina. Non è quindi raro trovare testi che danno del “tu” al lettore seppur trattando argomenti tecnici e viceversa, e non è assolutamente raro trovare testi che mischiano più di una tra le forme precedenti.

Al giorno d’oggi comunque, i metodi narrativi più diretti ed informali sono stati ampiamente sdoganati a sfavore della tradizionale scrittura formale. La scrittura informale è oggi di gran lunga la più utilizzata in rete, perché più semplice da comprendere, più efficace nel comunicare e quindi con migliore probabilità di coinvolgere il visitatore nella lettura.

Formattazione ed impaginazione

La forma dei contenuti assume grande importanza in rete, come del resto la riveste per la carta stampata. L’impaginazione, la formattazione del testo, la scelta dei font e dei colori sono temi sui quali riflettere sia perché influiscono sull’esperienza utente, sia perché in qualche modo contraddistinguono lo stile che vogliamo dare alla pagina. Vediamo alcuni degli argomenti più importanti.

Scelta dei font e dimensioni

La scelta del font determina il carattere del contenuto e suggerisce l’atteggiamento generale della pagina al lettore. La scelta del font è puramente soggettiva, ma se nella carta stampata si preferiscono font appartenenti alla famiglia dei serif, sul web è più indicato l’uso dei sans serif. I sans serif sono caratteri più recenti (nati nell’Ottocento), che grazie alle loro forme più asciutte e lineari facilitano la lettura su schermo ed in generale la lettura dei caratteri di dimensioni ridotte. E’ buona pratica inoltre, scegliere font comuni e sufficientemente diffusi, per evitare incompatibilità con alcuni dei dispositivi che visualizzeranno il contenuto. In caso di dubbio durante la scelta, su Fontreach.com è disponibile una lista aggiornata dei font più utilizzati.

Per quanto riguarda invece la dimensione del font, è consigliabile utilizzare come minimo 16px per il corpo del testo ed almeno 30px per i titoli più grandi. Si tratta però di dimensioni minime che stanno crescendo nel tempo: recentemente molti tra i blog e i siti che si occupano di tipografia in particolare, stanno progressivamente passando a dimensioni decisamente maggiori, rispettivamente minimo 20/22px per il corpo e 40/45px per i titoli, in modo da favorire la leggibilità anche su dispositivi con schermo di dimensioni ridotte (Per lo più, cellulari e smartwatch).

Font pairing

Il font pairing è l’accostamento dei font all’interno del testo: Tipicamente ad esempio tra il corpo del testo ed i titoli, ma è possibile anche scegliere font diversi per le didascalie delle immagini, le citazioni, i blocchi di codice sorgente e così via. Per ottenere un font pairing armonioso possiamo usare 2 metodi:

  1. Il primo e più comodo è quello di utilizzare lo stesso font, oppure font derivanti dalla stessa famiglia, che quindi risultano armonici per natura.
  2. Il secondo e più insidioso è quello di accostare font di diverse famiglie. Per riuscire nel secondo metodo senza incorrere in accostamenti poco eleganti, è possibile ricorrere a tool online specifici come Fontjoy e Font Combinations.

E’ meglio comunque non eccedere nell’uso dei font e delle loro varianti, perché ogni font è una risorsa aggiuntiva che il browser deve scaricare prima di poter visualizzare la pagina e contribuisce quindi ad aumentare il tempo di caricamento della pagina stessa.

Generazione casuale di accoppiate tra i font con l’utilizzo del machine learning di Fontjoy.

Layout

Anche l’impaginazione dei contenuti contribuisce alla user experience complessiva di una pagina web. Da un lato, i moderni editor HTML consentono di sbizzarrirsi creando in pochi minuti layout originali di qualsiasi tipo. Dall’altro lato, dobbiamo tenere in considerazione come i visitatori esplorano i contenuti di pagina.

Con l’andare del tempo infatti, si sono consolidate alcune regole regole di base almeno per quanto riguarda il corpo della pagina stessa:

  • Nell’esposizione di contenuti testuali, viene privilegiato il layout a colonna singola. I layout con più colonne sono da evitare perché il lettore difficilmente riesce a “risalire” all’inizio del testo della colonna successiva, come farebbe invece su un giornale cartaceo. Questa regola viene meno se si tratta di esporre paragrafi autosufficienti con relativi sottotitoli: in questo caso è possibile sicuramente optare per layout a 2, 3 o 4 colonne ad esempio.
  • Anche nel caso sia necessario aggiungere immagini o altri elementi multimediali è possibile eventualmente spezzare il layout aggiungendo più colonne. Nel caso più semplice, in modo che l’elemento multimediale sia in una di esse ed il testo accompagnatorio nell’altra ad esempio.
  • In tutti i casi, è necessario assicurarsi che i contenuti siano facilmente leggibili  anche su dispositivi mobile, in particolare per quanto riguarda la sequenzialità delle informazioni fornite. Si parla in questo caso di contenuti responsive o fluid (Per approfondimenti vedi anche 4 Modi per controllare se il tuo sito è Responsive).

Il pattern d’attenzione dei lettori

Ogni novello scrittore del web dovrebbe essere consapevole del fatto che la maggior parte dei lettori su grande schermo, nella cultura occidentale, scannerizza e focalizza l’attenzione all’interno di una pagina web con un pattern a forma di F. Questo significa che le parti più importanti della pagina sono titolo e sottotitolo, prima parte di testo ed elementi all’estrema sinistra della pagina. Come ad esempio menu di navigazione, titoli di paragrafi/sezioni ed elenchi puntati. Questi sono gli elementi su cui il visitatore focalizza fin da subito la propria attenzione: se non trova nulla di interessante tra questi le probabilità di fuga aumentano.

Su dispositivi mobile invece, la lettura è a scrolling verticale. Gli elementi chiave principali tuttavia rimangono i medesimi: basta avere l’accortezza di organizzare la pagina in modo che siano visibili entro le prime videate.

Formattazione dei paragrafi

Dalle abitudini di lettura illustrate al paragrafo precedente, deriva la tendenza a formattare i paragrafi di testo nelle pagine web con un allineamento a sinistra e ad evitare quello a destra. L’allineamento del testo centrato viene invece utilizzato per contenuti più artistici che non si assoggettano alle regole d’attenzione dell’utente medio del web.
Il giustificato o a pacchetto infine, poco pratico nel web, va assolutamente evitato. Questo perché la dimensione variabile degli spazi all’interno del giustificato rimuove le ancore visive necessarie al lettore per lo skimming, ovvero la scansione del testo in cerca di informazioni utili di cui già abbiamo accennato all’inizio dell’articolo.

Scegliere i colori

I colori hanno un grande potere spesso sottovalutato dai novizi per quanto riguarda l’esperienza utente. L’uso di colori di sfondo specifici ad esempio, può suggerire un’emozione piuttosto che un’altra al lettore. Volendo fare l’esempio più banale e conosciuto possiamo citare Facebook, che con il suo sfondo blu comunica tranquillità e fiducia, invogliando gli utenti a spendere più tempo sulla piattaforma.

Alcuni tra i principali colori utilizzati e relative tematiche:

  • Verde – Molto presente nello spettro visivo dell’occhio umano, il verde richiama la natura e un senso in generale di genuinità, valori come l’etica, la crescita e la freschezza.
  • Blu – Il blu è un colore molto usato in rete, perché trasmette fiducia, affidabilità, relax e calma. Spesso viene usato anche per richiamare sincerità, integrità e spiritualità.
  • Viola – Rappresenta l’equilibrio, essendo il connubio della passione (rosso) e della calma (blu). Spesso utilizzato per dare un senso di saggezza, mistero e misticità.
  • Rosa – Colore giovane e femminile, a metà tra la sensualità del rosso e la purezza del bianco. Utilizzato in blog e siti destinati al sesso femminile, per invocare delicatezza e purezza.
  • Rosso – Il colore della stimolazione, dell’urgenza, dell’eccitazione per eccellenza. Utilizzato per comunicare messaggi forti, incitare all’azione, avvertire o in tutti quei casi in cui è necessario richiamare fortemente l’attenzione.
  • Arancione – Più tenue e più moderato negli intenti rispetto al rosso, esprime energia e calore. Spesso usato per sottolineare innovazione e modernità.
  • Giallo – Colore dell’ottimismo, utilizzato per comunicare ambizione, allegria e luminosità.
  • Bianco – Il colore puro per eccellenza. Usato molto per comunicare purezza, trasparenza e pulizia.
  • Nero – Potente e autoritario, il nero evoca emozioni forti ma raffinate. Spesso utilizzato per parlare di eleganza, prestigio e lusso.

In generale è bene cercare di tenere a mente non solo le emozioni ma anche il contrasto con il testo. Mai scegliere un insieme di colori a discapito della leggibilità della pagina, è sempre consigliabile mantenere il giusto contrasto tra il colore del testo e lo sfondo. Ad esempio, se si sceglie un colore chiaro per il testo è necessario sceglierne uno scuro per lo sfondo o viceversa. Fino ad oggi, lo standard de facto utilizzato dalla maggior parte dei siti di informazione e business rimane il classico sfondo bianco, o comunque molto chiaro, con font nero o molto scuro. Con qualche eccezione …

Open.Online di Enrico Mentana - Una videata della sezione cultura e spettacolo
La temeraria redazione di Open, testata d'informazione online fondata da Enrico Mentana, ha scelto di distinguersi graficamente adottando uno sfondo scuro con testo chiaro.

I link

I link giocano un ruolo molto importante nella creazione di una pagina perché influiscono sull’esperienza utente e di conseguenza sulla reputazione della pagina nei confronti dei motori di ricerca. Non a caso, Google raccomanda di ottimizzare al meglio il linking interno per migliorare il ranking di un sito.

Per i link è importante seguire una regola molto semplice: inserire solo link pertinenti e funzionali all’interno del testo. Sommergere il lettore di link nel tentativo che possa seguirne almeno uno porterà con tutta probabilità all’effetto contrario. Bisogna sempre tenere a mente che i link funzionano soltanto sulla base della curiosità e, soprattutto, della necessità del visitatore. Quindi verranno cliccati solo se incuriosiscono il lettore o rispondono ad un suo immediato bisogno. Intasando il testo di link si uccidono sia la reputazione della pagina sia la curiosità del visitatore.

Detto questo, esistono diversi modi di integrare link in un contenuto. Ad esempio è possibile inserire un link al click su un’immagine, su un pulsante o attraverso del testo. Benché tutti i formati di link possano essere utili, è bene privilegiare l’uso degli hyper link integrati nel testo che permettono l’apertura della pagina tramite il click su una porzione di testo.

È un metodo molto veloce per aprire un collegamento e aumenta enormemente la possibilità che i link vengano visitati rispetto a tutti gli altri metodi o ad un semplice URL.

Evidenziazioni

Le evidenziazioni sono metodi per rendere più evidenti parole specifiche o frasi dal resto del testo. Ad esempio il grassetto, il corsivo, la scelta di colori e dimensioni diverse e via discorrendo (Lo stile sottolineato è in disuso, in quanto fonte di confusione). Il dibattito sulle evidenziazioni  è aperto: C’è chi le ritiene utili per enfatizzare alcuni punti chiave nel testo, c’è chi pensa possano indurre pigrizia nel lettore, che sarebbe così portato a leggere esclusivamente le parti evidenziate tralasciando il resto.

La scelta se utilizzare o meno le evidenziazioni è quindi arbitraria. Nel caso, possiamo utilizzare il grassetto per evidenziare singole parole e il corsivo per le citazioni. Possiamo anche utilizzare un colore acceso, come il rosso ad esempio, per evidenziare ancora di più parole specifiche. Le parole in forte contrasto però sono spesso associate ai link, è consigliabile quindi utilizzare questo metodo solo per invitare i lettori a cliccare sulla parola o per evidenziare parti che devono necessariamente essere viste.

Immagini

Le immagini sono un ottimo metodo per mantenere l’attenzione del lettore, spiegare meglio un’idea o semplicemente spezzare il ritmo ed evitare l’effetto “muro di testo”. Ma come utilizzarle al meglio?

Copyright e aspetti legali

Iniziamo con il definire cosa possiamo o non possiamo utilizzare. Spesso sul web si può facilmente fare un uso improprio di file o contenuti protetti da copyright, di fatto commettendo un’infrazione. Questo nella migliore delle ipotesi può costare la rimozione del lavoro, peggio ancora una sanzione o persino l’inizio di una causa legale. Si può facilmente intuire quindi quanto sia importante sapere con certezza quali immagini si possono (o non si possono) utilizzare all’interno del sito.

Per andare sul sicuro possiamo intraprendere 2 strade: l’utilizzo di immagini da Google Search o l’utilizzo di immagini da servizi a pagamento.

Utilizzare Google Search per trovare immagini appropriate

Questo è il modo più semplice di cercare immagini di libero utilizzo, ma anche quello che potrebbe lasciare un po’ più insoddisfatti a causa della qualità e dell’originalità delle immagini. D’altronde, Google vuole andare sul sicuro, quindi di base non propone immagini su cui non ha l’assoluta certezza che siano libere da copyright, in più quasi sicuramente le immagini proposte sono già state utilizzate da qualche altro sito.

Il procedimento ad ogni modo è semplice: basta effettuare una ricerca su Google Immagini e poi cliccare su “strumenti” sotto la barra di ricerca. Si aprirà un menù a tendina da cui è possibile filtrare le immagini in base ai permessi di utilizzo come illustrato nel video. I risultati si aggiorneranno e tutte le immagini che troveremo saranno gratuite e completamente riutilizzabili. Google estrae automaticamente tutte le immagini libere da copyright dalle principali fonti di immagini più autorevoli online come Pixabay, Flickr, Pexels e molti altri.

Per cercare immagini gratuite e riutilizzabili, vai su Google Immagini, fai una ricerca e seleziona una delle voci appropriate dal menu “Strumenti”.

Utilizzare servizi di stock photography

Un altro metodo, più efficace in termini di qualità ma non altrettanto economico, è quello di utilizzare uno dei numerosi servizi con immagini a pagamento. Ad esempio quelli offerti da ShutterStock, Adobe Stock, IStock e simili. Questi sevizi mettono a disposizione un vasto catalogo di immagini professionali di qualità ad alta risoluzione da utilizzare per qualsiasi progetto, pagando per le singole foto o sottoscrivendo degli abbonamenti. Questa scelta potrebbe rivelarsi vincente se l’intento è quello di creare contenuti di alta qualità e di rendere l’esperienza utente quanto più gradevole e originale possibile.

Come utilizzare le immagini nel testo?

La regola d’oro è: utilizza le immagini solo quando ritieni ce ne sia il bisogno. Nell’intento di rendere il lavoro più avvolgente possiamo facilmente cadere nella tentazione di utilizzare troppe immagini, o immagini fuori contesto. I contenuti multimediali in genere dovrebbero sempre facilitare la lettura e la comprensione, accompagnando in modo visivo i concetti e le emozioni espressi dal testo. Se un’immagine spezza una frase e rende più difficile la comprensione, allora va rimossa o spostata. Se al contrario ci aiuta a capire meglio un’idea o a calarci in un’atmosfera allora è adeguata. Non esistono regole ferree ma seguendo questi semplici accorgimenti è difficile sbagliare.

Didascalia, attributi ALT e Title

Come già ampiamente spiegato al paragrafo Le immagini: ottimizzazione e attributi utili alla SEO, della Guida SEO, tutte le immagini dovrebbero essere debitamente compilate con i necessari attributi. Per riassumere:

  • La didascalia fornisce informazioni sull’immagine che abbiamo inserito. Viene spesso utilizzata per comunicare l’autore, la data o una breve descrizione del contenuto o dell’intento dell’immagine.
  • L’attributo ALT permette di inserire un testo alternativo al fine di comunicarne il contenuto a visitatori con disabilità.
  • L’attributo Title infine consente, allo scorrere del mouse sull’immagine, di visualizzare un testo specifico che dovrebbe in qualche modo rappresentarne il titolo. A differenza dell’attributo ALT però questo testo viene sempre visualizzato dall’utente e non solo in caso di disabilità o mancato caricamento dell’immagine.

Ottimizzare la dimensione delle immagini

Secondo HTTP Archive le immagini rappresentano il 52% circa del peso totale di una pagina. E come sappiamo una pagina che impiega più di qualche secondo per essere aperta, probabilmente verrà abbandonata. Per questo ottimizzare le immagini è una priorità. L’idea è quella di trovare un equilibrio tra la riduzione del peso del file e la qualità dell’immagine. Per fare questo ci sono diversi modi: per le immagini statiche l’opzione più popolare è quella di salvare il file in formato JPEG, poiché utilizza l’ottimizzazione con e senza perdita di dati. Grazie a questa caratteristica possiamo bilanciare al meglio la qualità e le dimensioni della nostra immagine prima dell’upload.

Anche questo tema è già stato ampiamente sviscerato nella Guida SEO quindi, per chi fosse interessato ad approfondire, rimandiamo la lettura al paragrafo relativo alle immagini già menzionato nel paragrafo precedente.

Siamo arrivati alla fine di questa breve guida su come scrivere contenuti per il Web, L’argomento è molto vasto e ci sono aspetti che non abbiamo trattato quindi ti esortiamo ad approfondire gli aspetti che ti interessano di più. Speriamo che questa guida ti sia stata utile e ti diamo appuntamento al prossimo articolo!

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