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Sviluppare un sito web da zero: le principali alternative

Un riassunto grafico delle principali opzioni che abbiamo a disposizione per realizzare un sito da zero: i popolarissimi CMS come Wordpress e Drupal, le piattaforme che offrono servizi online economici o addirittura gratuiti come ad esempio Blogger e Wix, i framework di sviluppo open source (NodeJS, Bootstrap, Angular...) o ancora l'acquisto e la personalizzazione di template precostituiti.
Un riassunto grafico delle principali opzioni che abbiamo a disposizione per realizzare un sito da zero: i popolarissimi CMS come Wordpress e Drupal, le piattaforme che offrono servizi online economici o addirittura gratuiti come ad esempio Blogger e Wix, i framework di sviluppo open source (NodeJS, Bootstrap, Angular...) o ancora l'acquisto e la personalizzazione di template precostituiti.

Sviluppare un sito web da zero: le principali alternative

Dai classici siti vetrina statici alle piattaforme gratuite, passando attraverso i framework ed i CMS dinamici come WordPress – Una panoramica completa delle opzioni che hai a disposizione per realizzare il tuo sito web di ultima generazione, professionale o a basso costo.

Se ti stai inoltrando per la prima volta nella creazione di un sito web e non sai ancora come procedere, bene: la prima importantissima scelta che devi fare è determinare quale strategia utilizzare per realizzare il sito. E ogni opzione porta con se vantaggi e svantaggi.

  • Quanti soldi hai a disposizione per creare e per mantenere il sito nel tempo?
  • Te la cavi con l’informatica o hai bisogno di commissionare l’attività?
  • Ti basta un sito vetrina o hai bisogno di un sito professionale in grado di interagire in tempo reale con gli utenti?
  • Quanto dovrà essere “grande” il sito, in termini di pagine e contenuti?
  • Quanti utenti dovrà accogliere?
  • Hai bisogno di funzioni particolari?

Ecco, già in base alle risposte che hai pensato relativamente a queste domande fondamentali, puoi iniziare a selezionare quali possano essere le scelte migliori. Ma per farlo, devi ovviamente sapere prima quali siano i pro e i contro di ogni possibile soluzione. Un consiglio:

Leggi, informati, approfondisci e valuta bene tutte le proposte per scegliere al meglio fin dall’inizio. Un errore in questa fase ti costerà il rifacimento del sito successivamente!

In questo articolo, cercheremo allora di chiarirti le idee su tutte le principali e più diffuse scelte disponibili in tema di sviluppo web, proprio per aiutarti nella scelta della migliore soluzione, fin da subito. Abbiamo scelto di riportare e recensire brevemente esclusivamente le soluzioni più popolari, per diversi motivi. Prima di tutto perché, essendo popolari, possono praticamente tutte vantare vaste comunità di webmaster, sviluppatori o semplici utilizzatori che hanno prodotto tutorial, video e guide d’uso che saranno in grado di aiutarci per capire “come fare cosa”, o per risolvere i problemi con i quali inevitabilmente andremo a scontrarci. In secondo luogo, le tecnologie riportate vengono tutte aggiornate molto di frequente, cosa indispensabile sia per questioni di sicurezza, sia per evitare malfunzionamenti del sito in tempi molto brevi. Infine, molti di essi vantano plugin e accessori tecnologici vari per implementare le più svariate funzionalità: cosa utile a risparmiare tempo e soldi (Quando la pappa è già pronta, non è necessario crearla da capo).

Premesso tutto questo, le scelte principali verso cui puoi optare sono:

  • Creare un sito statico, che dovrà poi essere depositato su un hosting di tua proprietà. Il sito potrà essere creato ex novo, utilizzando un framework specifico per siti statici o uno degli innumerevoli template preconfezionati che puoi acquistare online.
  • Creare un sito dinamico, sempre su hosting proprietario. In questo caso, la scelta più comune ricade nell’utilizzo di un CMS come WordPress o Drupal. Tuttavia, in casi particolari potresti voler utilizzare un framework per siti dinamici.
  • Utilizzare una tra le più comuni piattaforme online gratuite o a pagamento, che se da un lato semplificano la vita perché non richiedono grandi competenze di informatica e web, dall’altro possono presentare forti limitazioni sotto vari punti di vista e problemi a livello di posizionamento organico SEO.

Una volta capito quali sono i pro e i contro di ogni opzione disponibile, sarai in grado di scegliere quale tra i vari framework, piattaforme o tecnologie a disposizione utilizzare per realizzare il sito.

Per indirizzarti progressivamente verso la soluzione più adatta alle tue esigenze, ti mostreremo dapprima le principali differenze tra siti statici, siti dinamici e piattaforme online. Successivamente, presenteremo una panoramica completa degli strumenti più utilizzati per sviluppare le varie tipologie di siti. Gli argomenti trattati sono molti, puoi quindi leggere la guida dall’inizio alla fine per avere una panoramica generale, oppure saltare liberamente da un argomento all’altro, partendo dalle opzioni verso le quali sei più interessato ed eventualmente esplorando successivamente quelle che ti interessano meno. Il consiglio è comunque di leggere tutto piuttosto di prendere una decisione affrettata: un errore in questa  comporta in molti casi il dover rifare il sito da zero!

Indice e sezioni principali

Per facilitarti nella navigazione, ecco l’indice delle principali sezioni che tratteremo, con una breve descrizione del loro contenuto. Al termine di ogni categoria, possono essere presenti link che ti guidano verso gli approfondimenti alle tecnologie utilizzate:

Se invece sei interessato a …

Siti statici vs siti dinamici vs piattaforme online

Il primo passo verso la creazione di un sito web è capire se necessiti di un sito statico oppure di un sito dinamico. Iniziamo spiegando cosa sono queste 2 tipologie di portali e perché sono così importanti. Successivamente, vedremo anche la terza opzione: l’utilizzo delle piattaforme online.

I siti statici: prestazioni e sicurezza al top, a costi contenuti

Cosa significa sito statico

Un sito internet viene denominato “statico”, quando il codice HTML che compone la pagina visualizzata non viene generato in tempo reale attraverso la compilazione di codice sul server che ospita il sito. HTML significa HyperText Markup Language ed è il linguaggio solitamente usato per visualizzare documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web. Il sito pur essendo statico, può avere al suo interno animazioni e oggetti in movimento come GIF o filmati YouTube.

Nello specifico, per i siti statici normalmente è necessario che ogni pagina del sito sia realizzata manualmente e artigianalmente dalla persona che sviluppa il sito. Quindi, se un sito statico deve avere 50 pagine differenti, la persona che se ne occupa, dovrà creare in modo artigianale 50 pagine differenti. Inoltre, le informazioni come testi e immagini sono referenziate o contenute direttamente all’interno del codice HTML della pagina stessa, di conseguenza ogni piccolo cambio dovrà sempre essere fatto da una persona esperta direttamente sul codice html della pagina.

Con tutte le controindicazioni che ne conseguono: tempi di sviluppo inizialmente più lunghi e varie difficoltà tecniche dovute alla complessità delle operazioni di modifica.

Quando è meglio un sito statico?

I siti statici presentano una struttura più semplice rispetto a quelli dinamici e sono quindi estremamente veloci per quanto riguarda la navigazione dell’utente. Utilizzando appositi framework o template possono essere anche molto economici da creare inizialmente. Il loro costo di hosting è minore rispetto ai siti dinamici perché non hanno bisogno di database e funzioni di compilazione lato server, ed il loro peso è ridotto: caratteristica che permette di diminuire drasticamente i tempi di caricamento di ogni pagina. La loro struttura minimale inoltre riduce drasticamente i difetti, la necessità di manutenzione e le potenziali vulnerabilità di sicurezza rendendoli tendenzialmente molto più sicuri rispetto ai siti dinamici.

Come diceva Henry Ford: Quello che non c’è, non si rompe.

Questa tipologia di sito/portale è perfetta per creare siti esteticamente belli e semplici, senza grandi pretese dal punto di vista delle funzioni necessarie, e normalmente a solo scopo informativo come siti vetrina o landing page per prodotti e servizi. Questa scelta può però anche aiutare piccole realtà o singoli con un budget ristretto ad assicurarsi una presenza sul web, con l’obiettivo magari di migliorare in un secondo momento.

Agli albori di internet tutti i siti web erano statici, la loro programmazione era semplice e le loro funzioni molto basilari. Al giorno d’oggi questi siti possono ancora essere una valida alternativa, ma non per tutti. La loro natura relativamente “vecchia” mostra i limiti di questi siti: le funzioni sono ridotte e per introdurne nuove devono essere almeno parzialmente convertiti in siti dinamici. Ogni modifica inoltre, deve essere effettuata da un programmatore esperto e questo può far aumentare il costo del sito nel lungo periodo se il sito deve essere espanso o aggiornato frequentemente.

Pro e contro dei siti statici

  • Creazione iniziale più economica se si usano framework appositi o template.
  • Costi di hosting minori.
  • Peso ridotto e tempi di caricamento estremamente ridotti.
  • Rischio molto basso di vulnerabilità e sicurezza molto elevata.
  • Costi di manutenzione ordinaria praticamente nulli, non si “guastano” mai.
  • Funzionalità molto limitate.
  • Manutenzione evolutiva costosa: Sono difficili da modificare o espandere e ogni cambiamento può avere costi relativamente alti.

Se oggi scelgo un sito statico, posso poi convertirlo facilmente in sito dinamico?

Questa domanda si sente spesso, e la risposta non è così immediata. Nella maggior parte dei casi convertire un sito statico in dinamico significa rifare il sito quasi da zero, con l’unico vantaggio che è possibile riciclare i testi in pagina, le immagini e gli elementi multimediali eventualmente presenti nel sito statico di origine. Tutto il resto deve essere ricreato completamente, compreso layout e impaginazione di ogni singola pagina. Quindi, meglio scegliere bene fin dall’inizio…

Mi basta un sito vetrina statico: quali sono le principali alternative per realizzarlo?

Se ritieni che un sito statico rappresenti la miglior soluzione alle tue esigenze, ecco le principali opzioni che hai a disposizione per realizzarlo:

  • Sviluppare il sito da zero se hai le competenze per farlo, o se hai un budget da investire per farlo fare. E’ la soluzione più costosa, ma anche quella che ti garantisce maggior flessibilità e originalità.
  • Utilizzare uno tra i framework più comuni per sviluppare siti statici: Bootstrap, Angular, ReactJS, Vue.js, Foundation e Materialize. I framework infatti consentono di risparmiare sul costo complessivo rispetto allo sviluppo da zero.
  • Utilizzare un template e risparmiare ancora di più.

I siti dinamici: la scelta professionale per chi ha intenzioni serie

Cosa significa sito dinamico

Un sito web si definisce “dinamico” quando il codice HTML della pagina visualizzata viene generato dinamicamente in tempo reale sul server che ospita il sito. I siti dinamici permettono l’utilizzo di una base di dati contenente informazioni di tutti i tipi, che vengono anche utilizzate per creare in tempo reale le pagine da presentare di volta in volta all’utente. La base dati è anche necessaria per registrare tutte le informazioni inserite dagli utenti stessi. In un sito dinamico non è quindi sufficiente l’utilizzo del solo linguaggio di markup html, ma è necessario un linguaggio server side che permetta la generazione delle pagine e l’interazione con il visitatore, ovvero con la persona che naviga nel sito.

Per esempio attraverso un sito dinamico è possibile postare commenti, inserire feedback e recensioni, compilare form di contatto, registrare i dati anagrafici degli utenti, utilizzare mappe interattive e via discorrendo. Le informazioni che possono essere visualizzate, non sono tutte contenute direttamente all’interno della pagina web ma vengono richiamate dalla base di dati di volta in volta in seguito ad ogni specifica richiesta dell’utente.

Rispetto ad un sito statico quindi, un sito dinamico presenta vantaggi considerevoli in termini di flessibilità d’uso e funzioni disponibili per interagire con gli utenti.

Quando scegliere un sito dinamico?

I siti dinamici sono i più gettonati per la creazione di strutture complesse e multifunzione come applicazioni web, portali ecc ed in tutti i casi nei quali è necessario interagire con i visitatori del sito. Se rappresenti un’azienda determinata a raggiungere i tuoi clienti sul web attraverso un sito professionale e ad interagire con essi, hai bisogno di un sito con contenuti personalizzati e aggiornati/espansi di frequente, allora è sicuramente più conveniente investire nello sviluppo di un sito dinamico.

I siti dinamici hanno una struttura più complessa ma offrono una quantità infinita di possibilità, il loro sviluppo può essere un po’ più lungo e costoso, specie se creati da zero (senza un CMS). Il loro peso è maggiore rispetto alla controparte statica e quindi il caricamento può essere più lento se il sito non viene ben ottimizzato e l’hosting non è di qualità elevata. La struttura complessa inoltre, aumenta la possibilità di problemi e vulnerabilità nel lungo periodo e quindi potenzialmente ne abbassa la sicurezza e l’affidabilità. Tuttavia, se lo sviluppo viene portato avanti con attenzione dal programmatore e il sito viene costantemente monitorato e aggiornato, i livelli di sicurezza e affidabilità possono risultare comunque molto alti.

Inoltre, con l’aiuto di appositi CMS di cui tratteremo in seguito, apportare semplici modifiche al portale come l’aggiunta di pagine, post e immagini è molto più facile e meno costosa rispetto ad un sito statico, perché non necessita di intervento da parte di un programmatore esperto.

La grande varietà di funzioni fa sì che un sito dinamico possa fare tutto quello che può fare un sito statico e anche di più. L’ampia possibilità però, talvolta porta ad un uso sconsiderato e superfluo nella programmazione, dando come risultato la creazione di siti più compressi e costosi del dovuto.

Pro e contro dei siti dinamici

  • Ricchi di funzionalità e più versatili dei siti statici. E’ possibile fare praticamente qualsiasi cosa.
  • Contenuto personalizzato per ogni utente.
  • Facili e veloci da espandere grazie ai CMS e alla presenza di temi e plugin già pronti.
  • Costi e tempi di creazione iniziale e manutenzione ordinaria generalmente più alti.
  • Potenzialmente meno sicuri e soggetti a guasti nel tempo.
  • Più pesanti, più lenti se non si adottano strategie di ottimizzazione specifiche.
  • Hosting più costoso.

Ho scelto di sviluppare un sito dinamico, quali opzioni ho a disposizione per farlo?

Se sei orientato verso un sito dinamico, le opzioni più comuni che hai a disposizione sono:

  • Sviluppare il sito da zero. E’ una soluzione decisamente molto costosa, che richiede tempi lunghi e che solo le grandi aziende possono permettersi. E comunque ormai, costruire completamente un sito dal nulla è diventata una scelta ingiustificata visto che esistono framework appositi che semplificano enormemente il lavoro.
  • Utilizzare un Content Management System tra i 3 più utilizzati: WordPress, Drupal e Joomla. Questa scelta spesso rappresenta il miglior compromesso fra flessibilità, costi, prestazioni etc.
  • Utilizzare un framework per siti dinamici come Node.js, Laravel, Django, Symfony,CodeIgniter e CakePHP. Soluzione decisamente professionale, spesso adottata da medie e grandi imprese o da coloro che hanno la necessità di sviluppare un sito ad alte prestazioni, sicuro e personalizzato al 100% sia in termini grafici che di funzionalità.

Le piattaforme online: una soluzione entry level... con le dovute cautele!

Oltre a creare un sito proprietario, statico o dinamico, esiste una terza alternativa da considerare: utilizzare una tra le più comuni piattaforme online che offrono la possibilità di creare un sito web molto rapidamente, spesso inizialmente addirittura a titolo assolutamente gratuito.

Si tratta di piattaforme che offrono un servizio web completo, che va dalla progettazione del sito all’hosting, sgravando l’utente della necessità di progettare e sviluppare il sito da zero. Il loro livello di personalizzazione è generalmente molto più basso e le prestazioni dei siti progettati in questo modo, sia in termini di SEO (Vedi anche Siti web gratis e SEO: Quanto conviene affidarsi a questi servizi?) sia dal punto di vista dei tempi di caricamento, sono significativamente inferiori a tutte le altre opzioni.

D’altro canto, i tempi di realizzazione del sito sono spesso molto bassi e generalmente non richiedono grandi conoscenze di web e programmazione. Inoltre, il loro costo iniziale è molto più basso (Spesso, addirittura gratis), anche se nel lungo termine avremo la necessità di acquistare vari “upgrade” a pagamento per usufruire di tutte le possibili funzionalità che offre la piattaforma.

Come già detto, il vantaggio principale di queste soluzioni, oltre al costo, è la velocità di creazione del sito grazie ad interfacce “drag & drop” (trascinare e rilasciare) semplificate, che ci permettono di mandare live in pochissimo tempo un sito senza troppe pretese, ma sicuramente con i testi e le immagini che vogliamo. Ovviamente sacrificando la personalizzazione e le funzionalità più complesse…

Inoltre, occorre ricordare che utilizzando soluzioni gratuite o low-cost, spesso siamo legati alla piattaforma con la quale abbiamo creato il sito e non possiamo semplicemente spostarlo altrove. Quindi, se decidessimo di “spostare” il sito su una differente piattaforma, dovremmo ricostruirlo da capo.

Pro e contro delle piattaforme online gratuite e non

  • Creare un sito semplice richiede pochissimo tempo e non richiede particolari conoscenze di web e informatica.
  • Spesso la creazione e la pubblicazione di un sito base sono gratuite, con la possibilità di pagare un abbonamento per usufruire di prestazioni migliori, upgrade e funzioni aggiuntive di cui nel 99% dei casi però avremo bisogno!
  • La manutenzione del sito è generalmente nulla, si occupa di tutto la piattaforma.
  • L’hosting è offerto automaticamente dalla piattaforma.
  • I siti realizzati sono spesso lenti e soffrono di problemi di SEO e visibilità in rete.
  • L’abbonamento è normalmente annuale, quindi ogni anno si paga. A lungo termine quindi può essere più conveniente creare un sito statico o dinamico.
  • Realizzare funzioni personalizzate è normalmente impossibile.
  • Si è comunque dipendenti dalla piattaforma scelta, che di fatto è sovente l’effettiva proprietaria del sito. Anche i livelli di sicurezza sono affidati alla piattaforma, con tutte le controindicazioni del caso.
  • Esportare il sito è in molti casi impossibile, e anche quando è possibile il sito esportato è difficile da personalizzare e soffre di molti dei problemi del sito originario.

Realizzerò il mio sito su una piattaforma online, quali sono le più gettonate?

Se preferisci utilizzare un servizio online per realizzare il sito piuttosto che crearne uno di tua proprietà, puoi trovare un elenco delle principali con breve descrizione alla sezione le piattaforme online più popolari per sviluppare un sito.

La scelta più comune per creare un sito dinamico: i Content Management Systems (CMS)

Cosa sono i CMS? I CMS, o content management systems, sono dei software che ci aiutano nella gestione dei siti dinamici riducendo la necessità di conoscenze tecniche in ambito di programmazione web. Generalmente ci svincolano dalla programmazione offrendo un’interfaccia utente semplificata da cui possiamo gestire ogni aspetto del sito senza dover sviluppare codice. Il tipo di template utilizzato, il logo, il layout delle pagine, testi e immagini possono essere gestiti in modo semplice e intuitivo tramite opportuni plug-in del CMS che consentono di fare tutto senza particolari conoscenze di HTML, HTTP e di linguaggi di programmazione server side.

Non ci sono solo vantaggi però nell’uso dei CMS; vediamo quindi i pro e i contro di questi servizi.

Pro e contro dei CMS

Come abbiamo detto i CMS ci permettono di modificare il sito senza programmare e sono molto diffusi proprio per la loro immediatezza, ma richiedono comunque una certa dose d’esperienza per essere sfruttati al meglio. Per funzionare a dovere devono infatti essere aggiornati e mantenuti spesso e hanno bisogno di essere ottimizzati manualmente per garantire le migliori performance possibili, sia in termini di SEO che di tempi di caricamento.

Il CMS è un software specializzato ed efficiente, sicuramente semplice da usare per realizzare un sito moderno e di bell’aspetto, che però richiede comunque l’utilizzo di esperti per la manutenzione e per la creazione di funzioni personalizzate.

  • Di base, sono gratuiti.
  • Permettono di gestire interamente il sito senza grandi conoscenze tecniche.
  • Sono molto diffusi e sempre aggiornati ed evoluti dai rispettivi team di sviluppo.
  • Hanno tanti plugin per tutte le esigenze che permettono di creare quasi qualsiasi funzionalità.
  • Hanno ovviamente tutti i vantaggi legati all’utilizzo dei siti dinamici.
  • Vanno aggiornati e mantenuti molto spesso, e la manutenzione può non essere così semplice. Essendo molto diffusi ed open source, spesso spuntano falle di sicurezza che è necessario sistemare rapidamente per evitare la compromissione del sito e dei dati degli utenti.
  • Per rendere al meglio, devono necessariamente essere ottimizzati manualmente da un esperto del CMS.
  • Realizzare funzioni e personalizzazioni specifiche richiede comunque l’intervento di personale esperto in materia.
  • Soffrono di tutti gli altri svantaggi dei siti dinamici.

I CMS sicuramente fanno al caso mio: quale CMS è meglio scegliere?

I CMS sono la scelta in assoluto più comune nel panorama web di oggi, probabilmente perché rappresentano il miglior compromesso tra costo, professionalità e semplicità di aggiornamento. Vediamo allora una panoramica dei 3 CMS più utilizzati oggi e le loro principali caratteristiche.

Grafico aggiornato in tempo reale tratto da Google Trends: la diffusione in Italia tra i 3 principali CMS, misurata attraverso l’interesse di ricerca degli utenti. WordPress è a tutt’oggi il dominatore incontrastato della categoria CMS.

Comparazione delle statistiche tra i principali CMS, tratte dai rispettivi repository su GitHub. Wordpress anche in questo caso è in testa, con Drupal e Joomla a seguire.
Comparazione delle statistiche tra i principali CMS, tratte dai rispettivi repository su GitHub. Wordpress anche in questo caso è in testa, con Drupal e Joomla a seguire.

Wordpress

WordPress è un CMS open source (software non protetto da copyright e liberamente modificabile dagli utenti) gratuito, creato nel 2003 da Matt Mullenweg.  Venne inizialmente ideato con lo scopo di semplificare la gestione, la redazione e la pubblicazione di articoli all’interno di un blog, ma oggi viene utilizzato ampiamente per realizzare siti web di qualsiasi tipo. Grazie a tutti gli strumenti implementati nel corso degli anni, WordPress è diventato uno dei sistemi per la gestione di contenuti più importante, su cui poggiano migliaia di siti di ogni tipo: dai blog tradizionali, ai social network e persino alcuni e-commerce.

Utilizzare WordPress per creare un sito web porta numerosi vantaggi perché:

  • E’ semplice, intuitivo e molto attento all’usabilità.
  • Dispone di una quantità quasi Illimitata di plugin e temi, gratuiti e a pagamento, per fare qualsiasi cosa.
  • Dispone di un supporto sempre più completo grazie alla sua folta community.
  • Si può definire come uno dei sistemi più ottimizzati in ottica SEO in circolazione, anche grazie a plugin specifici come “SEO by Yoast”.
  • E’ inoltre facilmente personalizzabile; ad esempio basta avere poche conoscenze di html e css per adattare un tema già esistente alle proprie esigenze.
Il blog navigator dell'ESA - European Space Agency - attualmente utilizza Wordpress. Nell'immagine la home del sito, con il blog del grandissimo Luca Parmitano in primo piano.
Il blog navigator dell'ESA - European Space Agency - attualmente utilizza Wordpress. Nell'immagine la home del sito, con il blog del grandissimo Luca Parmitano in primo piano.

Oggi WordPress è diventato il CMS in assoluto più utilizzato al mondo e viene impiegato non solo per la gestione dei blog ma anche per la creazione di siti web e di siti di E-Commerce (con la sua estensione WooCommerce). Tuttavia, essendo WordPress il CMS più diffuso al mondo, è anche il più attaccato dagli hacker. La sicurezza del sito quindi deve essere costantemente monitorata, ed i problemi sistemati rapidamente.

Joomla!

Il secondo della lista – Joomla! – si distingue soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche e le funzioni indispensabili di base. Joomla infatti offre già tutto il necessario per partire con il piede giusto. Ad esempio, per quanto riguarda l’ottimizzazione del sito, nel pannello di controllo sarà possibile trovare il menu di configurazione per la SEO, dove è possibile anche attivare il rewrite engine, un componente del web server che permette di riscrivere o reindirizzare gli Uniform Resource Locator (URL) rendendoli più intuitivi per la scansione da parte dei motori di ricerca. Inoltre Joomla presenta alcune caratteristiche native per ottimizzare le prestazioni che riducono i tempi di caricamento del sito, funzioni che semplificano la gestione utenti e molte altre funzioni avanzate che in WordPress è necessario installare a parte. Tutte le possibili ottimizzazioni tuttavia sono efficaci se eseguite da un esperto, e se sul sito sono presenti contenuti di qualità!

La prima versione di Joomla  è stata rilasciata nel 2005. Il nome deriva dalla parola Swahili jumla (“tutti insieme“ o “come un’unica entità“). Dalla sua apparizione nel web, questo CMS ha acquisito una grande notorietà, come dimostrano i milioni di download e il gran numero di utenti registrati. La community è molto attiva ed esistono migliaia di estensioni gratuite, tra componenti, moduli, plug-in e template. Con questo CMS è possibile realizzare autonomamente siti web complessi e ben strutturati, oltre che applicazioni web facili e potenti.

La semplicità di utilizzo tuttavia, se per alcuni aspetti è superiore a quella di WordPress, per altri molto meno. Oltre a ciò, Joomla! vanta una grandissima community alle spalle in grado di rispondere rapidamente alle esigenze degli utilizzatori, ed un supporto nativo per l’E-Commerce. La presenza di estensioni per la creazione di negozi online come VirtueMart ad esempio, rendono Joomla un CMS adatto anche a un negozio online. Inoltre, se siete attivi in più paesi, sarà possibile realizzare un sito multilingua grazie alla funzione corrispondente (Cosa però possibile anche con gli altri CMS).

Grazie alle innumerevoli funzioni messe a disposizione da questa piattaforma è possibile scegliere tra diversi design e realizzare al meglio il proprio progetto, ma questa vasta scelta porta con sé anche degli svantaggi: Joomla è generalmente più lento rispetto agli altri CMS, i temi grafici sono sicuramente meno accattivanti rispetto a WordPress, può essere complicato scegliere le estensioni adeguate e imparare ad utilizzarle, e anche in questo caso l’aspetto sicurezza può essere un rischio vista la possibile presenza di falle nei pacchetti aggiuntivi o – più raramente – nel codice core di base.

Drupal

L’ultimo pilastro dei CMS di cui è necessario discutere è Drupal (“Goccia”). Nel trittico che abbiamo proposto Drupal rappresenta l’opzione generalmente più difficile, costosa e con la curva d’apprendimento più alta dei 3, ma anche la soluzione più stabile e potente. In principio Drupal fu concepito come community di lavoro per gli studenti. Oggi è diventato un CMS aperto a tutti, con cui creare progetti articolati che fanno un uso pesante del database. Ad esempio per gestire grandi community o grandi siti di Social Publishing.

Il vantaggio principale di  Drupal è la possibilità di personalizzazione: a seguito di un’installazione di base minimale, la struttura può essere ampliata attraverso le innumerevoli estensioni aggiuntive, ottenendo quindi qualsiasi tipo di personalizzazione utile a raggiungere la piena soddisfazione del progettista. Drupal in sostanza è un CMS sicuramente molto potente, con tutte le funzioni di base necessarie già preconfezionate, dedicato soprattutto ai più esperti ed ai grandi progetti.

Nonostante gli enormi vantaggi sopracitati, Drupal infatti si scontra con un grande svantaggio: la difficoltà di utilizzo. Non è un CMS del tutto intuitivo e senza una conoscenza profonda è difficile ottenere buoni risultati in tempi brevi. Anche per questo motivo è difficile trovare sviluppatori e specialisti dedicati a Drupal. Ed è anche il motivo principe per il quale è il meno diffuso.

Per quanto riguarda la SEO, anche questa piattaforma offre diverse estensioni utili all’ ottimizzazione. Anche in questo caso il fattore determinante per un buon posizionamento del sito è costituito dai contenuti offerti all’utente, oltre che dalla capacità e dell’esperienza in termini di ottimizzazione complessiva del sito.

La notissima casa automobilistica bolognese Lamborghini ha scelto il CMS Drupal.
La notissima casa automobilistica bolognese Lamborghini ha scelto il CMS Drupal.

Le piattaforme online più popolari per sviluppare un sito

Le piattaforme online rappresentano una scelta molto frequente per due ottimi motivi:

  • Consentono la creazione di siti web in modo molto semplice, senza troppi tecnicismi ed in tempi molto brevi.
  • Costano poco, e la maggior parte offre addirittura un servizio gratuito per iniziare a costruire un sito web di dimensioni limitate, senza troppe pretese.

Ecco un elenco delle più utilizzate, con una breve descrizione.

Grafico aggiornato in tempo reale tratto da Google Trends: la diffusione in Italia tra le maggiori piattaforme online per la creazione di siti web, misurata attraverso l’interesse di ricerca degli utenti, con Blogger e Wix in prima linea.

Blogger

Blogger è un servizio di CMS online gestito da Google e scritto in Python (un linguaggio di programmazione adatto allo sviluppo di applicazioni web) che offre non solo servizi di CMS ma anche un sotto dominio gratuito (esempio.blogspot.com) per i blog. Com’è facilmente intuibile dal nome, questa piattaforma è stata pensata specialmente per i blogger non avvezzi alla programmazione e con zero budget a disposizione.

I principali punti di forza di questo CMS sono semplicità e immediatezza d’uso, con funzioni e personalizzazione di base che rendono molto facile la creazione di un sito entry level senza spendere un Euro. Essendo sviluppato da Google, Blogger interagisce nativamente con AdSense e con gli altri strumenti Google, mentre siti dinamici e software come WordPress necessitano normalmente di plugin appositi. Il fatto che sia “MAde in Google” inoltre, per ovvi motivi, fornisce a Blogger una marcia in più quando si tratta di SEO e visibilità sui motori, Google in particolare.

Le limitazioni più grandi di Blogger sono la scarsa varietà di temi e plugin, il limite di 1MB per pagina e la sua incompatibilità di base che rende impossibile lo spostamento del sito su altre piattaforme. Blogger, come tutte le altre che seguiranno, è una hosted platform in cui le tue pubblicazioni sono tue ma il sito non è davvero tuo. Più chiaramente, in un sito hosted non hai accesso ai file che lo compongono come invece accade in un sito (statico o dinamico) proprietario. Questo significa ad esempio che non puoi aggiungere o modificare estensioni e funzionalità a tuo piacimento.

Wix

Wix è un servizo online che ha riscosso molta popolarità negli ultimi anni. Il servizio è inizialmente gratuito mentre i piani professionali partono da un costo di 4,5 € al mese. Wix si distingue per il suo editor semplice, con un’interfaccia “drag & drop” che offre la possibilità di personalizzare il sito vedendo le modifiche effettuate in tempo reale. A prezzi comunque decisamente competitivi, Wix riesce ad offrire funzioni che solitamente vengono garantite solo dalle piattaforme di fascia più alta, come una grandissima varietà di template professionali. Grazie all’immediatezza e al suo facile utilizzo, permette di creare un sito web in tempi molto brevi e senza alcuna vera competenza tecnica.

La piattaforma offre oltre 500 modelli in HTML 5 (evoluzione del più datato HTML) da utilizzare, e un controllo completo sulla personalizzazione del modello scelto; nonostante ciò però soffre di alcune gravi lacune come l’impossibilità di cambiare template dopo aver mandato il sito live, scarse prestazioni in termini di tempi di caricamento delle pagine e soffre di problemi a livello di SEO e degli altri problemi comuni di quasi tutte le piattaforme hosted: impossibilità di personalizzare strumenti, estensioni e temi, impossibilità di esportare il sito altrove etc..

Weebly

Weebly è una piattaforma usata principalmente per siti commerciali, che utilizza la classica tecnica dell’interfaccia drag & drop che semplifica la creazione di pagine e contenuti. Il servizio offre 200 temi gratuiti tra cui scegliere e una grande varietà di funzionalità come l’app store, plugin per e-commerce, blogging e supporto social. Weeby parte da un abbonamento gratuito fino ad arrivare ad una versione Business da 20€ al mese. Anche in questo caso l’utente ha a disposizione un editor  “drag and drop” completo: le pagine vengono create trascinando gli elementi desiderati all’interno del layout, in modo molto intuitivo. Gli strumenti per la gestione dell’e-commerce messi a disposizione semplificano la ricezione degli ordini e la vendita online, tuttavia Weebly è scarsamente utilizzato per questo scopo (Esistono alternative analoghe migliori come ad esempio Shopify, vedi link a inizio articolo per approfondimenti).

Weebly soffre ovviamente di tutti i problemi delle piattaforme di questo tipo: sito non esportabile, impossibilità di personalizzazioni e modifiche spinte, tempi di caricamento medio/alti, ottimizzazione SEO discutibile e così via. In più, in passato ha sofferto anche di vari problemi di sicurezza.

Google Sites

Google sites è la soluzione di Google per creare in modo gratuito e veramente semplice un sito web senza troppe pretese, in pochissimo tempo. Grazie alla sua estrema semplicità, Google Sites permette di creare un sito da zero in meno di 20-30 minuti. La sua strategia è quella di mettere a disposizione una piattaforma “all-in-one”, che ci permette di gestire tutti gli aspetti principali del sito senza ricorrere a programmi o plugin. Il cavallo di battaglia di questa soluzione è la condivisione: più utenti possono collaborare alla creazione del sito, con un metodo simile a quanto utilizzato in altri prodotti Google, come Google Docs. Il secondo vantaggio della piattaforma è l’interconnessione e la sincronizzazione con gli altri servizi Google come Calendar, Drive ecc.

Lo svantaggio principale di Google Sites sta nella limitatissima disponibilità di temi e funzionalità a disposizione, che lo rendono tra le alternative meno indicate per la quasi totalità delle persone. Nella pratica, è possibile creare solo siti vetrina veramente molto, molto semplici.

Jimdo

Jimdo è un’opzione entry-level che si prefissa l’obbiettivo di essere un website builder alla portata di tutti. I suoi punti di forza sono lo storage illimitato, partendo dal pacchetto business, e il suo costumer support. La caratteristica principale della piattaforma è, come in molti altri casi, la facilità di utilizzo. Jimdo permette di creare ed aggiornare un sito internet o un sito aziendale, e-commerce o semplice portfolio, anche senza conoscenze di programmazione professionali.

Il sistema è disponibile in 10 lingue e ad oggi ha permesso la creazione di oltre 15 milioni siti e oltre 200.000 negozi online in tutto il mondo. Nonostante questo però, Jimbo presenta template poco accattivanti e con poca varietà di scelta, è tendenzialmente più caro dei competitor e in più, il sistema “drag & drop” non è tra i migliori e non brilla per fluidità rispetto ai più famosi concorrenti.

Inoltre, anche in questo caso la piattaforma soffre dei classici limiti già discussi per le altre.

Wordpress.com

WordPress.com si distingue da WordPress.org per essere una soluzione self hosted. La piattaforma offre fondamentalmente la possibilità di creare e pubblicare gratuitamente un sito realizzato con WordPress su dominio di terzo livello, con alcuni vantaggi soprattutto per quanto riguarda la configurazione iniziale: la struttura del sito può essere infatti creata e configurata con pochi click. Altri vantaggi da considerare sono la possibilità di ottimizzare il sito per la SEO ed eventualmente di esportarlo in qualsiasi momento su hosting proprietario (compatibile WordPress).

Tuttavia, esistono anche alcuni svantaggi piuttosto importanti:

  • Non è possibile installare temi o plugin non approvati
  • Non è possibile accedere ai file o al Database del sito
  • E non è ovviamente possibile effettuare modifiche personalizzate, ad esempio sul codice dei plugin o sul codice Javascript di pagina
  • Non è possibile pubblicare annunci Google Ads, guest post sponsorizzati o altri tipi di pubblicità esterna

Ovviamente, tutte queste limitazioni possono essere superate esportando il sito su hosting proprietario.

Webnode

Webnode è, assieme a Google Sites e Yola, tra le piattaforme più semplici e basilari: una soluzione gratuita pensata per uso domestico e con solo le funzionalità cardine, per non confondere l’utente. Basato anch’esso su un editor di pagina “drag & drop”, questo servizio risulta più simile ad un page builder che ad un vero e proprio website builder. Nonostante inizialmente sia gratuito, dovremo successivamente pagare per dello storage aggiuntivo.

E’ consigliato solo per chi cerca una soluzione semplice e minimale per iniziare.

GoDaddy (Website builder)

Anche la famosa azienda statunitense GoDaddy, con il suo Website Builder, si è di recente ricavata uno spazio nel mercato dei siti web a basso costo. ll servizio offerto è molto simile agli altri, con configurazione iniziale guidata ed un editor drag’n drop semplice che consente di creare rapidamente siti web con testi, immagini, elementi multimediali oltre che integrare funzioni per le interazioni via social media, newsletter e la vendita di prodotti.

Il website builder di GoDaddy è ancora poco usato in Italia, e tuttavia è tra i più intuitivi e tra i pochi che consente una buona indicizzazione delle pagine a livello di SEO. Il costo di base è simile agli altri ma per sfruttarne appieno tutte le funzionalità (SEO e Social compresi) è necessario passare ad abbonamenti premium più costosi.

Yola

Yola, attualmente il meno diffuso ed utilizzato, è tuttavia comunque un’ottima soluzione per chi vuole creare un piccolo sito con poco storage poiché con questa piattaforma risulta piuttosto difficile creare siti grandi e complessi. Yola, come i due precedenti, offre funzioni molto limitate ed è sconsigliato se non per siti vetrina molto basilari.

Oltre a questo, soffre inoltre di tutti i problemi tipici delle soluzioni hosted.

I framework: cosa sono e come funzionano

Con framework (“struttura” o “intelaiatura”) si intende una parte di programma che viene utilizzata come struttura di base nello sviluppo di un software, o di un sito web nel nostro caso.

Nello specifico, quando uno sviluppatore vuole realizzare un software o un sito, diventa inefficiente dover ricominciare ogni volta da zero con il rischio di dover riscrivere ogni volta parti di codice già implementate in precedenza. Il framework risolve questo problema, semplifica la vita degli sviluppatori e accorcia i tempi, di fatto fornendo dei “mattoncini” – funzioni e oggetti già pronti e di alta qualità – che vengono poi utilizzati per costruire l’applicazione web o il sito. Questi componenti di base non hanno necessità di essere creati da zero, perché già pronti sotto forma di codice sorgente HTML, Javascript, PHP o in altri linguaggi in base al tipo di framework utilizzato.

L’idea di base del framework è di incentivare il riutilizzo del codice, che come abbiamo visto si riferisce soprattutto alle funzionalità essenziali come connessioni al database e accesso verso altri fonti di informazioni, visualizzazione dei controlli utente, layout di pagina, funzioni di sicurezza e caching, effetti, animazioni e molto altro. Utilizzando un framework quindi, se da un lato si risparmiano tempo e costi nello sviluppo di un sito rispetto al doverlo sviluppare ogni volta da zero, dall’altro si impiega comunque molto più tempo rispetto a tutte le altre soluzioni: per questo motivo i framework sono per lo più appannaggio di aziende medio/grandi o gruppi di programmatori che hanno bisogno di creare un sito professionale per scopi specifici.

Saper utilizzare un framework infatti richiede comunque ottime conoscenze a livello di programmazione, tendenzialmente in più linguaggi di sviluppo, oltre che un buon livello di cultura a livello di informatica in generale.

Ecco vantaggi e svantaggi principali nell’utilizzo dei framework per la realizzazione di un sito web.

Pro e contro dei framework

  • I tempi di caricamento delle pagine sono estremamente bassi.
  • E’ possibile realizzare funzioni e contenuti di qualsiasi genere, a patto di avere un buon programmatore a disposizione.
  • Generalmente non necessitano di grande manutenzione.
  • I siti costruiti attraverso framework sono molto sicuri, se sviluppati da un esperto.
  • La creazione del sito è costosa così come qualsiasi aggiunta o modifica, perché richiedono programmazione manuale.

I framework più utilizzati per sviluppare un sito dinamico

Esiste una vasta scelta di framework per sviluppare siti web dinamici. Come già detto, l’utilizzo di un framework è un’opzione solitamente più costosa rispetto allo sviluppo di un sito con un CMS, ma anche più solida, sicura e performante. Inoltre, il framework permette di implementare qualsiasi tipo di funzionalità, senza limiti. Come è facilmente intuibile i framework per siti dinamici sono principalmente utilizzati per creare sistemi complessi e applicazioni web (sistemi di prenotazione, pagamento ecc.).

Vediamo quali sono le soluzioni più popolari.

Grafico aggiornato in tempo reale tratto da Google Trends: la diffusione in Italia tra i principali framework per la realizzazione di siti statici, misurata attraverso l’interesse di ricerca degli utenti. Il capolista è a tutt’oggi Node.js.

Confronto della popolarità nel tempo tra i principali framework per siti dinamici su GitHub. Dal grafico è evidente com NodeJS, Laravel e Django siano in netto vantaggio.
Confronto della popolarità nel tempo tra i principali framework per siti dinamici su GitHub. Dal grafico è evidente com NodeJS, Laravel e Django siano in netto vantaggio.
Comparazione delle statistiche tra i principali framework per siti dinamici, tratte dai rispettivi repository su GitHub, con NodeJS, Laravel e Django quasi a parimerito e Symfony circa a metà strada rispetto agli altri.
Comparazione delle statistiche tra i principali framework per siti dinamici, tratte dai rispettivi repository su GitHub, con NodeJS, Laravel e Django quasi a parimerito e Symfony circa a metà strada rispetto agli altri.

Node.js

Node.js è un framework javascript open source, creato per la realizzazione di applicazioni web scalabili ad alte prestazioni, anche di grosse dimensioni. Node.js si basa su un approccio event-driven, ovvero il software esegue calcoli e azioni in base al flusso di eventi prodotti dall’utente e consente l’esecuzione di operazioni di input/output in parallelo in modo da ottimizzare al massimo velocità e tempi di caricamento.

Node.js è basato principalmente sull’utilizzo del linguaggio JavaScript e sul JavaScript Engine V8 di Google, sia per eseguire codice lato client – o client side – sia per eseguire lato server – o server side. Node.js implementa il paradigma JavaScript everywhere consentendo la creazione di siti web e lo sviluppo di software web based utilizzando un unico linguaggio di programmazione, al contrario di altri casi per i quali lo sviluppatore deve necessariamente conoscere due linguaggi: Uno per lo sviluppo lato client ed uno lato server. Questo semplifica di molto la vita dei programmatori, ed è uno dei motivi fondamentali che hanno reso questo framework in assoluto il più popolare.

Come già accennato, Node.js si basa su un approccio event-driven: ciò significa che tutto è basato su eventi che mettono in esecuzione funzioni/istruzioni in modo asincrono e che, attraverso un meccanismo di callback, permettono di ottenere grande efficienza. La gestione asincrona degli eventi permette all’applicazione di occuparsi di differenti azioni mentre si è ancora in attesa di una risposta a livello di I/O, senza dover completare necessariamente tutte le istruzioni in esecuzione, in modo simile a come funziona la tecnologia AJAX(Asynchronous Javascript And XML).

Su Node.js sono stati costruiti framework di livello ancora più alto, per semplificare ulteriormente lo sviluppo delle applicazioni. Tra i framework più gettonati che utilizzano Node.js possiamo contemplare:

  • Express.js – Una soluzione minimale e veloce per creare applicazioni web, basata sul modello MVC.
  • Socket.IO – Una libreria Javascript per sviluppare siti e applicazioni web. È costituita da una libreria lato client ed una lato server.
  • NestJS – Un framework per la creazione di applicazioni lato server efficienti e scalabili. Utilizza JavaScript progressivo, e supporta pienamente TypeScript.
Grazie all'utilizzo di NodeJS, la piattaforma di streaming Netflix ha migliorato sensibilmente sia le prestazioni, sia la capacità di carico complessiva.
Grazie all'utilizzo di NodeJS, la piattaforma di streaming Netflix ha migliorato sensibilmente sia le prestazioni, sia la capacità di carico complessiva.

Laravel

Creato nel 2011 da Taylor Otwell, Laravel è tra i più popolari framework gratuiti per la realizzazione di applicazioni e siti web. Basato sul linguaggio PHP, Laravel è un framework open source che segue il modello MVC e che fa della sua semplicità d’uso e della sua efficienza la sua bandiera. I motivi principali per preferire Laravel sono: la sicurezza offerta, la grande varietà di tutorial disponibili e la presenza di Artisan, un’interfaccia a riga di comando utilissima per sviluppare e collaudare porzioni del codice sviluppato. Laravel è una soluzione malleabile, con una curva di apprendimento abbastanza rapida: è facile da usare sia in fase di realizzazione del progetto che per quanto riguarda la manutenzione successiva ed è un framework particolarmente indicato per progetti di complessità medio/alta.

Una cosa che distingue davvero Laravel oggi dagli altri framework, è l’ampia community. La community, specie negli Stati Uniti, è molto attiva nella risoluzione dei problemi di ogni utente e nell’aggiornamento costante del framework, un valido aiuto insomma per chiunque si affacci per la prima volta all’utilizzo di questo framework.

Django

Django è un framework open source gratuito scritto in Python, votato allo sviluppo pulito e veloce del codice. Distribuito per la prima volta nel 2005 dalla Django Software Foundation, un’organizzazione senza scopo di lucro, aveva come scopo iniziale la gestione di siti di notizie. Successivamente l’agenzia web svizzera Divio AG ha rilasciato il CMS Django, basato sull’omonimo framework, che tuttavia finora non ha riscosso grande successo.

L’obiettivo principale di Django è facilitare la creazione di siti web molto complessi, basati su database. Il framework enfatizza la riusabilità del codice utilizzando componenti altamente indipendenti e favorendo quindi lo sviluppo rapido, ed utilizza il paradigma di sviluppo MTV (Model Template View).

Il popolarissimo social Instagram utilizza il framework Django. Nella foto, l'account di Lionel Messi.
Il popolarissimo social Instagram utilizza il framework Django. Nella foto, l'account di Lionel Messi.

Django è un’ottima scelta per creare applicazioni avanzate e ad alto grado si personalizzazione e con molti utenti, come ad esempio le piattaforme di social media. Questo framework è de facto uno strumento professionale, totalmente gratuito. Django è ancora in top 3 tra i framework più usati, non è tuttavia il più utilizzato a causa forse della complessità leggermente superiore agli altri, dovuta però all’alto grado di pragmatismo che questa piattaforma offre.

Symfony

Symfony è, più che un framework, un set di librerie e componenti open source di basso livello, scritti in linguaggio PHP. È tra i framework di base più popolari sul mercato e fa della versatilità la sua forza. Con aggiornamenti regolari, Symfony è un framework stabile e ben collaudato. Iniziare con symfony risulta spesso meno complicato che in altri casi perché adotta una struttura ben definita e impone regole standard da seguire. Il codice del framework è chiaro e ben collaudato, cosa che permette di ridurre il numero di difetti rispetto ad altri framework.

In sintesi, la libreria di symfony è una delle migliori in quanto è strutturata, aggiornata e scritta in modo chiaro e semplice. Tuttavia, trattandosi di un framework a livello un po’ più basso rispetto agli altri, i tempi di sviluppo sono più lunghi.

CodeIgniter

CodeIgniter è una soluzione open source, gratuita e basata su PHP che permette di sviluppare applicazioni web molto rapidamente. La più grande forza di CodeIgniter è la sua facilità d’apprendimento, anche grazie all’aiuto della sua vasta community. Inoltre, è famoso perché veloce e leggero rispetto a tutti gli altri framework PHP, e quindi decisamente adatto per lo sviluppo di applicazioni ad alte prestazioni. Infine, CodeIgniter prevede funzioni native come il caching delle pagine web generate e del database, oltre che sistemi di sicurezza specifici contro gli attacchi più comuni.

CakePHP

CakePHP è un’altro ottimo framework gratuito e open source, scritto in PHP. Non ha preso particolarmente piede in Italia, è adatto per lo più per progetti non troppo grandi e non è semplicissimo da usare. Tuttavia, CakePHP rappresenta un’opzione valida ed è utilizzatissimo a livello mondiale per lo sviluppo di siti web.

I framework più comuni per sviluppare un sito statico

Vediamo ora invece i framework principali per realizzare un sito statico, ed alcuni grafici con statistiche comparative che aiutano a capire quanto siano diffusi ed utilizzati questi framework.

Nota
I framework presentati in questa sezione sono per lo più utilizzati per la creazione della parte visuale del sito. In alcuni casi vengono anche utilizzati in combinazione con un dei framework precedenti per la creazione di siti dinamici.

Grafico aggiornato in tempo reale tratto da Google Trends: la diffusione in Italia tra i principali framework per lo sviluppo di siti statici e landing page. Bootstrap, Angular e ReactJS si contendono la prima posizione.

Confronto della popolarità negli anni tra Bootstrap, Vue, Angular, React, Foundation e Materialize su GitHub. Anche in questo caso, Bootstrap, React e Vue sono in testa, con Angular a seguire in rapida ascesa.
Confronto della popolarità negli anni tra Bootstrap, Vue, Angular, React, Foundation e Materialize su GitHub. Anche in questo caso, Bootstrap, React e Vue sono in testa, con Angular a seguire in rapida ascesa.
Comparazione delle statistiche tra i principali framework per siti statici, tratte dai rispettivi repository su GitHub: Vue al momento è in testa, seguito a ruota da React e Bootstrap.
Comparazione delle statistiche tra i principali framework per siti statici, tratte dai rispettivi repository su GitHub: Vue al momento è in testa, seguito a ruota da React e Bootstrap.

Bootstrap

Bootstrap è un framework progettato da Twitter, gratuito ed open source, che facilita la programmazione combinando HTML, CSS e JavaScript. Questo framework è largamente utilizzato per lo sviluppo di siti statici e landing page responsive di ogni tipo (adattabili nativamente ad ogni tipo di dispositivo), ed ha una vastissima community di supporto che facilita di molto l’apprendimento, oltre che tutorial e risorse online a disposizione.

I componenti messi a disposizione da Bootstrap sono collaudati e ottimizzati per la quasi totalità dei dispositivi mobili e dei browser esistenti, e possono quindi essere adeguati alle proprie esigenze senza problemi. Bootstrap ha avuto un’ampia diffusione e di conseguenza esistono molti siti web in rete creati con questo framework, oltre che un’innumerevole quantità di template che ne fanno uso.

Il portale di Regione Lombardia usa Bootstrap. Nell'immagine la Home con ben in vista gli ultimi aggiornamenti in tema di Coronavirus.
Il portale di Regione Lombardia usa Bootstrap. Nell'immagine la Home con ben in vista gli ultimi aggiornamenti in tema di Coronavirus.

Un piccolo punto a sfavore è rappresentato dalla moderata pesantezza del framework, il quale ricorre a diversi file CSS e JavaScript esterni: questo può avere conseguenze negative sul tempo di caricamento delle pagine.

Angular

Angular si presenta come un framework programmato in TypeScript (linguaggio open source sviluppato da Microsoft che si basa su un super-set di JavaScript). Si tratta di un framework creato da Google interamente in JavaScript, tipicamente utilizzato per costruire singole pagine web (Landing page), in design fluido e responsive. Angular tuttavia, grazie alla qualità e quantità delle funzionalità messe a disposizione, sta sempre più rapidamente diventando la scelta favorita per lo sviluppo del front end di siti dinamici anche di grandi dimensioni in combinazione con altri framework (come Node.js) per l’elaborazione lato server.

Tra gli altri punti di forza di Angular c’è la possibilità di essere utilizzato su dispositivi di tutti i tipi tra cui mobile, tablet e desktop. Angular garantisce ottime performance, grazie anche alla possibilità di gestire il rendering delle applicazioni lato server. Angular inoltre,agevola lo sviluppo delle applicazioni attraverso la tecnica del Data Binding, che consente di aggiornare in maniera bidirezionale i dati tra viste e modelli, in modo da gestire dinamicamente il comportamento degli elementi in pagina. Infine, Angular contiene nativamente una suite per il test automatico e manuale del software prodotto e fornisce moltissimi strumenti tra i quali: gestione e validazione dei form, comunicazione verso web service, chiamate asincrone e molto altro ancora.

Il framework Angular viene utilizzato con successo anche da Ironman Inc., per la parte visiva del sito web con le informazioni relative all'omonimo sport.
Il framework Angular viene utilizzato con successo anche da Ironman Inc., per la parte visiva del sito web con le informazioni relative all'omonimo sport.

ReactJS

Nato nei laboratori di Facebook, ReactJS è un framework basato su JavaScript ed utilizzato principalmente per creare interfacce utente o UI (User Interface). E’ stato creato con lo scopo di diventare IL tool che permetta di costruire interfacce utente dinamiche, anche molto complesse, rimanendo comunque semplice e intuitivo da utilizzare. È uno dei framework in JavaScript più popolari e viene supportato, oltre che da Facebook, anche da moltissimi altri gruppi sviluppatori indipendenti. La forza di React è quella di consentire l’uso di un approccio dichiarativo che mescola Javascript e JSX, per definire tutti quei componenti che rappresentano parti significative dell’interfaccia utente (ad esempio un commento, un articolo).

Vue.js

Vue.js è un framework open source per lo sviluppo di front-end e singole pagine in JavaScript, inizialmente rilasciato nel 2014 e sviluppato da Evan You, dopo che aveva utilizzato AngularJS su diversi progetti. Dal punto di vista puramente tecnico, Vue.js adotta la tecnica del rendering dichiarativo, favorisce la creazione di componenti riutilizzabili e adotta la configurazione “Model–View–ViewModel”. Inoltre, offre librerie e pacchetti di supporto per le funzioni più comuni. Vue.js è un framework di per se molto leggero e semplice da utilizzare, progettato per essere integrato in via progressiva: proprio per questa caratteristica è molto facile da integrare in siti e applicazioni web già esistenti. Come per gli altri già presentati, si tratta di un framework esclusivamente focalizzato sulla parte visuale del sito, ed è largamente utilizzato anche per applicazioni e siti molto complessi.

La comunità che fa uso di Vue al momento non raggiunge ancora le altre, a causa della relativa giovinezza di questo framework. Tuttavia, Vue è in costante crescita e presto potrebbe diventare tra le alternative più popolari grazie soprattutto alla sua semplicità d’uso e integrazione.

Foundation

Foundation è un framework front-end scritto in HTML, CSS, Sass e JavaScript. E’ stato sviluppato nel 2011 da Zurb, una società americana attiva nel settore del web design e della consulenza. Molto simile a Bootstrap, ma senza la sua enorme community, Foundation è la scelta migliore per chi cerca un framework flessibile e personalizzabile. Come Bootstrap offre tutta una serie di stili predefiniti utili alla formattazione degli elementi HTML di base: testo e tipografia, form, bottoni e tabelle tra gli altri. Tutti gli elementi che compongono il framework sono ben organizzati e strutturati sia a livello funzionale sia a livello di stile all’interno di appositi CSS. L’unica pecca di Foundation è la community, non così ampia come le precedenti.

Materialize

L’ultimo sulla lista è un framework scritto in CSS, JavaScript e HTML ed utilizzato per creare UI funzionali ed accattivanti con una grande varietà di layout, animazioni ed altre personalizzazioni. Basato sul paradigma del Material Design di Google, Materialize punta tutto sulla bellezza e la fluidità. Come per i precedenti Bootstrap e Foundation, si basa su un CSS pre-compilato e una griglia fluida/responsive che permette la creazione di siti web belli e mobile friendly. La differenza con i precedenti framework è data proprio dal fatto che gli altri seguono implementazioni e paradigmi classici, mentre l’implementazione di Materialize segue pedissequamente le regole dettate da Big G.

Tuttavia, l’efficacia del paradigma del Material Design (e relative regole) è tutt’ora molto dibattuta: per questo motivo ben pochi si affidano oggi a questo framework per l’implementazione. Non è detto però, che in un futuro non troppo remoto la situazione si possa ribaltare…

I template: per risparmiare qualcosa in più

Oltre ad utilizzare un framework “grezzo”, esiste un’altra alternativa per sviluppare un sito statico: i template. I template non sono altro che modelli di siti e landing page, in gran parte già pronti dal punto di vista grafico e per la maggiore basati proprio sui framework per siti statici elencati al capitolo precedente. Utilizzando un template fondamentalmente ci si trova ad avere a che fare con un sito con layout e colori già pronti, blocchi riutilizzabili preimpostati e così via, in modo da semplificare ulteriormente lo sviluppo: l’unico onere che rimane in carico allo sviluppatore è doverne impostare i testi, le immagini e la configurazione generale. I template sono un ottimo metodo per risparmiare qualcosa in più nello sviluppo di un sito statico, con l’ulteriore vantaggio di sapere fin da subito come apparirà il sito finale. Ovviamente poi, se sono necessarie modifiche particolari non previste dal template, bisogna comunque mettere mano al codice sorgente con tutte le controindicazioni del caso.

Esistono migliaia di template sia gratuiti che a pagamento per tutti i principali framework menzionati (Bootstrap, Angular, ReactJS etc.) tra cui scegliere, alcuni specifici per creare landing page, altri per siti di piccole e medie dimensioni. Ecco i link ad alcune risorse utili per avere una panoramica:

  • Colorlib – Il sito è principalmente dedicato ai temi per WordPress, ma ha intere sezioni dedicate ai template per siti statici e landing, in particolare basati su Bootstrap, sia gratuiti che a pagamento.
  • Themeforest – Un portale per l’acquisto e la vendita di asset digitali a pagamento, dove è possibile trovare template di tutti i tipi.
  • TemplateMonster – Del tutto simile a Themeforest, ma decisamente meno popolare.

Conclusione

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questa breve guida. Speriamo di averti chiarito un po’ le idee sulle opzioni più gettonate al momento, in tema di web site development. 

Buon lavoro!

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I mercati online più popolari in Italia e nel mondo, per aiutarti a scegliere la piattaforma perfetta per il tuo negozio online. Per ogni piattaforma trovi una rapida descrizione, prodotti e settori per i quali è più indicata, costi e link util per iniziare a vendere o per saperne qualcosa in più.

Alcune informazioni, prima di partire

La platea dei mercati online è piuttosto vasta e le differenze possono essere enormi. Alcuni sono dedicati all’arte, all’artigianato o all’antiquariato. Su alcuni è possibile vendere solo prodotti nuovi, su altri anche usati. Alcuni sono adatti solo a paesi specifici come Francia, Germania o Brasile, altri sono internazionali. I big del settore ospitano milioni di potenziali acquirenti ogni mese mentre quelli più di nicchia solo poche migliaia. Con una così vasta scelta, per qualsiasi commerciante non particolarmente esperto di Internet diventa difficile trovare quello o quelli più adatti alle proprie necessità. Quale scegliere?

Il vantaggio più significativo nell’utilizzo di questi store online è che l’eCommerce è già pronto ed impacchettato. Molti di essi infatti mettono già a disposizione tutte le funzioni necessarie a creare una vetrina virtuale e gestire il processo di vendita, non c’è quindi bisogno di creare un proprio e-commerce Ad hoc. Qualcun altro insomma, ha già realizzato ed ottimizzato il marketplace: a noi non resta che concentrarci sui prodotti e sui clienti.

Il secondo vantaggio è che il traffico di potenziali clienti è garantito nella stragrande maggioranza dei casi. Ogni marketplace racchiude in sé potenziali clienti disposti a visionare e comprare la merce, fin dal primo giorno. Cosa ben diverse rispetto al classico e-commerce “fatto in casa”, che per mesi o anni può rimanere assolutamente inerte. Bisogna comunque sempre stare attenti ai nuovi trend per evitare brutte sorprese: Se oggi Amazon è in assoluto il più gettonato, non è detto che lo sia ancora domani. E non è detto che vada bene per vendere tutto … bisogna quindi informarsi.

Nessuno fa nulla gratis. E i negozi virtuali non fanno di certo eccezione. Ci sono sempre commissioni di vendita o abbonamenti, più o meno costosi, da pagare per usufruire del servizio.

Il grande svantaggio è che siamo comunque dipendenti dalla piattaforma scelta, ed in ogni caso ci stiamo affidando ad un’azienda esterna. Se da un lato tagliamo una grande fetta di lavoro, dall’altro siamo vincolati all’andamento del sito e alle scelte della società che lo gestisce. Se il marketplace subisce dei cali o fallisce, dobbiamo rifare tutto da capo su un’altra piattaforma.

In più, ci sono sempre limiti più o meno grandi che dobbiamo affrontare: ci stiamo affidando ad un’azienda esterna ed agiamo a tutti gli effetti come dei clienti nei loro confronti. Per questo motivo il nostro controllo sullo store è sempre piuttosto ridotto. Ad esempio, spesso non possiamo impostare opzioni complesse o metodi di pagamento particolari. Come potremmo invece fare utilizzando un e-commerce nostrano, aggiungendo le necessarie estensioni.

La reputazione del venditore è fondamentale: si tratta del pilastro più importante per costruire un successo duraturo e fidelizzare gli acquirenti. E va pazientemente costruita su ogni singolo store online. Questo può voler dire dover fare trust-building su 2 o più store, se decidiamo di non affidarci ad una sola piattaforma.

Il prezzo è importante per competere. I marketplace sono letteralmente dei mercati, e con tutta probabilità non saremo gli unici a vendere un determinato prodotto. Per questo tenere d’occhio il prezzo dei propri articoli rispetto alla concorrenza è fondamentale per rimanere competitivi.

Su alcuni è possibile fare dropshipping. Ebbene sì, il dropshipping è possibile anche qui. Alcuni marketplace ci permettono di rivendere articoli acquistati da terzi, agendo come dei veri e propri rivenditori.

Qualche consiglio per scegliere da subito il marketplace migliore: Per trovare lo store più adatto alle proprie esigenze senza perdere tempo, è meglio seguire una semplicissima procedura:

  1. Inquadrare bene i propri obiettivi di vendita: Quali prodotti voglio vendere? In quali paesi? Mi rivolgo al mercato consumer o business? Che budget mi posso permettere per iniziare? E così via.
  2. Dare una scorsa a tutta la lista dei marketplace (elencati sotto), selezionando i 3 o 4 che appaiono più adatti alle proprie necessità, in base alle risposte al punto 1.
  3. Iscriversi ai marketplace selezionati utilizzando i link e dedicarci un po’ di tempo, sperimentando per qualche giorno. La maggior parte degli store offre iscrizione gratuita, ed è importante capire esattamente quali sono le tariffe di vendita, quanto è facile inserire prodotti e così via prima di caricare tutto l’inventario o passare ad abbonamenti più costosi, che potrebbero poi rivelarsi uno spreco.
  4. Mantenere l’iscrizione solo per i marketplace ritenuti più efficaci, dopo la sperimentazione.

Bene, ora sei pronto a scoprire quali sono i Marketplace online più in voga al momento! Due cose ancora però prima di partire: Se sei già più propenso verso un e-commerce proprietario, puoi orientarti nella scelta leggendo l’articolo  Le 5 migliori piattaforme di e-commerce a confronto, che ti spiegherà quali sono vantaggi e svantaggi delle piattaforme più utilizzate al mondo, fra cui WooCommerce e Prestashop. Se invece sei ancora molto indeciso se iniziare a vendere online o meno, se affidarti ad un marketplace o se invece creare un e-commerce tuo, ti consiglio di leggere l’articolo Creare un sito E-Commerce per vendere online: SI o NO? L’articolo ti chiarirà un po’ le idee e ti aiuterà a valutare se ne vale la pena o meno, e cosa fare per vendere al meglio.

Ed ora, ecco la lista. Buona lettura!

Ricorda che puoi utilizzare CTRL+F per cercare all’interno della pagina. Ad esempio: ti interessa trovare un sito per vendere in Canada o in Arabia Saudita? O uno adatto per vendere quadri e libri? Digita CTRL+F, inserisci la parola chiave da cercare e premi invio per arrivare rapidamente a destinazione!

1 - Amazon

Amazon è un’impresa statunitense con sede a Seattle, negli Stati Uniti. Fondata inizialmente con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos nel 1994, ad oggi è la regina incontrastata della vendita su internet, con oltre 1,5 miliardi di visite al mese.

Cosa è possibile vendere su Amazon

Praticamente qualsiasi tipo di articolo. In particolare: bellezza e salute, alimentari, casa, industria e scienza, cucina, prodotti per animali domestici, sport e tempo libero, prima infanzia, fai da te, cancelleria e prodotti per ufficio, elettronica, giardino e giardinaggio, abbigliamento, informatica, scarpe e borse, giochi e giocattoli, auto e moto, valigeria, gioielli, libri, musica, film e tv.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale, il sito più grande è Amazon.us.

Come iniziare su Amazon

Registrati qui come venditore Amazon per creare il tuo account di vendita.

Tariffe di vendita di Amazon

0,99 € (per articolo) + commissioni di vendita o 39 €/mese più commissioni di vendita.

2 - EBay

EBay è stata tra i primi marketplace a raggiungere la scala mondiale. Offre ai propri utenti la possibilità di vendere e comprare oggetti nuovi e usati, sia a prezzo fisso sia dinamico, attraverso l’utilizzo di aste online di durata limitata. È tutt’oggi tra le società leader nel settore dell’e-commerce, con fatturato in costante crescita ed oltre 1000M di visite al mese.

Cosa è possibile vendere su EBay

Prodotti nuovi e usati inerenti elettronica, casa e giardino, fai da te, moda, auto e moto, sport e viaggi, divertimento, hobby e prodotti sotto i 10 €. E’ anche possibile creare aste di beneficenza.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale.

Come iniziare su EBay

Accedi alla console venditori per iniziare a vendere su EBay.

Tariffe di vendita di EBay

Per quanto riguarda i costi, EBay differenzia tra venditori professionali (Con Negozio EBay) e non. I venditori non professionali hanno a disposizione 50 inserzioni gratuite al mese e pagano il 10% del valore finale di commissione alla vendita. I venditori professionali hanno a disposizione un numero di inserzioni molto maggiore, stessa commissione di vendita ma devono pagare un canone di abbonamento base che parte da 19,50€. Il canone consente sia la gestione del negozio virtuale che l’utilizzo di strumenti di marketing avanzati.

3 - Zalando

Zalando è un e-commerce europeo creato in Germania nel 2008 da Robert Gentz e David Schneider, specializzato in moda, abbigliamento e calzature. Conta circa 50M di visite al mese.

Cosa è possibile vendere su Zalando

Principalmente abbigliamento uomo/donna, abbigliamento e accessori fitness e sport, gioielli e intimo.

Nazioni e paesi di riferimento

Tutta Europa.

Come iniziare su Zalando

Puoi iniziare a vendere su Zalando solo se produci prodotti con brand proprio. Per farlo devi contattare direttamente lo staff attraverso i riferimenti pubblicati sul sito.

Tariffe di vendita di Zalando

Anche per i costi è necessario contattare direttamente lo staff.

4 - Groupon

Un caposaldo per la promozione di offerte di servizi e prodotti. Particolarmente adatto per  ristorazione, abbigliamento, videogiochi e intrattenimento, viaggi, benessere ed in genere servizi e prodotti per il tempo libero. Il sito conta oltre 100M di visite mensili, ma in costante calo a causa forse delle politiche di gestione (e di costo) che il portale applica. Il modello di business particolarmente aggressivo ha generato negli anni diverse critiche e provocato l’abbandono di molti dei venditori che inizialmente vi si erano affidati. Nonostante tutto, Groupon rimane un’ottima opzione per affacciarsi sul mercato e sponsorizzare i propri prodotti o servizi.

Cosa è possibile vendere su Groupon

Qualsiasi cosa possa essere soggetta a sconti: auto e moto, viaggi, idee regalo, prodotti per salute e bellezza, spa e benessere, eventi e tempo libero, servizi di ristorazione e bar, servizi e prodotti inerenti lo sport, servizi a privati e per la casa, alimentari, animali, casa e giardino, elettronica, giocattoli, gioielli e orologi, intrattenimento, moda uomo/donna, neonati e bambini, arte e intrattenimento (concerti e musica, parchi, spettacoli e cultura …).

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale.

Come iniziare su Groupon

Clicca qui per creare il tuo account di vendita su Groupon.

Tariffe di vendita di Groupon

Le commissioni imposte da Groupon sono generalmente molto alte, si parla di circa il 50% di commissioni ed uno sconto dal 50% al 90% sui prodotti/servizi venduti.

5 - Etsy

Etsy nasce come alternativa online per la vendita di artigianato, prodotti di antiquariato e vintage. Nel sito vengono proposti solo oggetti fatti a mano, o fabbricati – cioè realizzati da un’industria o da un’officina – su progetto e su commissione di un artigiano. L’ “artigianalità” del prodotto acquistato, è garantita da un’intera squadra di “integrità” che si occupa di verificare che i prodotti venduti soddisfino tutti i criteri di vendita esclusiva; questo rende Etsy una realtà di supporto al piccolo commercio, agli imprenditori, alle industrie locali e all’economia su piccola scala. Il sito vanta 150M di visite mondiali al mese, un numero che cresce ogni giorno.

Cosa è possibile vendere su Etsy

Come abbiamo detto antiquariato e artigianato ma senza una declinazione specifica: manufatti, gioielli e accessori, abbigliamento, articoli per la casa, feste e matrimoni, giochi, arte e oggetti da collezione, materiali e attrezzature per il fai-da-te, vintage e antiquariato, igiene e bellezza, libri, film e musica, elettronica, articoli per animali domestici.

Nazioni e paesi di riferimento

Principalmente Stati Uniti (USA), ma il sito sta gradualmente assumendo importanza a livello mondiale… quindi potrebbe essere una buona opportunità per tutti!

Come iniziare su Etsy

Crea un account su Etsy per iniziare il tuo primo store. Puoi anche accedere utilizzando Facebook o Google, senza la necessità di inserire i dati.

Tariffe di vendita su Etsy

Etsy prevede una tariffa di circa 0,18€ per un’inserzione della durata di 4 mesi, oltre che commissioni del 5% per ogni transazione oltre che del 4% + 0,30€ per l’elaborazione di ogni pagamento. Questo per quanto riguarda l’abbonamento standard, che non ha costi mensili aggiuntivi. In più, Etsy mette a disposizione gli abbonamenti Plus e Premium, con strumenti di marketing e vendita aggiuntivi, disponibili previo pagamento di un abbonamento mensile. Trovi tutti i dettagli aggiornati alla pagina delle tariffe di Etsy.

6 - Spartoo

Spartoo è un negozio di moda online che si focalizza principalmente sul mercato francese. Propone tre velocità di spedizione, in base al livello di impazienza e necessità di ciascun cliente. Spartoo offre inoltre la garanzia del “prezzo assicurato più basso in commercio”, in confronto a tutti gli altri e-commerce online. Può essere utilizzato solo dai venditori che possono offrire un minimo di 250 articoli. Al momento registra 2M di visite mensili.

Cosa è possibile vendere su Spartoo

La piattaforma è stata creata per la promozione di abbigliamento uomo, donna e bambino.

Nazioni e paesi di riferimento

Francia.

Come iniziare su Spartoo

Occorre contattare direttamente lo staff, come indicato in questa pagina,per diventare un venditore autorizzato.

Tariffe di vendita Spartoo

La quota associativa mensile è di € 39 e la commissione varia dal 15 al 20 percento. Non ci sono listini o tasse di registrazione una tantum.

7 - Alibaba

Il principale contatto per il commercio wholesale e tra aziende (B2B). Alibaba non può essere considerato un vero e proprio “negozio online” perché non vende direttamente prodotti, non ha un inventario o partecipa a operazioni di logistica come deposito, fornitura o spedizione dei prodotti. È quindi principalmente una piattaforma di e-commerce che mette in contatto le aziende cinesi con le aziende e i clienti internazionali. Il sito conta oltre 100M di visite mensili mondiali e 100K solo in Italia.

Cosa è possibile vendere su Alibaba

Alibaba varia molto sulla tipologia di prodotti disponibili, principalmente troviamo: abbigliamento, attrezzatura tessile e apparecchiature, mezzi di trasporto, borse e scarpe, elettronica e componenti, apparati per telecomunicazioni e sicurezza, regali, sport e giocattoli, strumenti di misura, salute e bellezza, gioielli, casa e arredamento, luci e illuminazione, costruzioni e materiali edili, macchine e macchinari, parti e strumenti industriali, metallurgia, prodotti chimici e farmaceutici, gomma e materie plastiche, imballaggi, pubblicità e materiale per ufficio.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale

Come iniziare su Alibaba

Puoi eccedere subito al portale venditori, ma ti consigliamo di chiamare per ricevere informazioni dettagliate prima di creare il tuo store!

Tariffe di vendita su Alibaba

In media dai 3.000$/anno ai 10.000$/anno. I costi cambiano in base alla nazione del venditore ed alla capacità di trattativa, è quindi consigliabile chiedere al supporto vendite per informazioni.

8 - Airbnb

Airbnb è un mercato comunitario che serve a pubblicare, pubblicizzare e prenotare alloggi in modo economico in oltre 190 paesi. È oggi uno dei sistemi di maggior successo dell’economia collaborativa – sistema economico in cui beni e servizi sono condivisi e scambiati tra individui attraverso piattaforme digitali -. Airbnb si basa sulla modalità “Bed and Breakfast” ma puoi affittare anche appartamenti comuni, case sugli alberi, igloo, geo cupole, mulini, ecc. Uno dei fondamenti di questa piattaforma è la sicurezza; viene per questo richiesto sia all’ host che all’ ospite una verifica dell’identità. Per usufruire del servizio è quindi necessario inviare il documento di identità scansionato via e-mail. Questa piattaforma è oggi un punto di riferimento per hotel, case vacanza e B&B, con oltre 100M di visite globali ogni mese.

Cosa è possibile vendere su Airbnb

Il sito, votato al turismo, si concentra su hotel, B&B e case vacanza.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale.

Come iniziare su Airbnb

Per affittare un locale, registrati per diventare host.

Tariffe di vendita su Airbnb

Le tariffe possono variare, in parte i costi sono a carico dell’ospite ed in parte a carico dell’host. Ti rimandiamo alla pagina ufficiale sui costi per maggiori informazioni.

9 - Tripadvisor

Piattaforma che offre ai proprietari di locali, spazi e strutture la possibilità di creare un profilo per la propria attività, ed ai clienti di lasciare recensioni sui luoghi visitati. Basandosi sui punteggi e opinioni lasciate dai visitatori, Trip Advisor genera una classifica delle diverse attività. L’indice di popolarità stilato funziona con un algoritmo che la società ad oggi mantiene segreto. È noto che i fattori considerati sono la qualità e la quantità delle opinioni e che la classifica si basi quindi sulla popolarità e sul punteggio dati dai clienti. Trip Advisor è considerato oggi un punto fondamentale per ogni attività di marketing poiché offre incredibili e continue opportunità di miglioramento del profilo, che genera di conseguenza anche un aumento dei clienti. Come Airbnb, anche questa piattaforma si dedica al mercato del turismo e vanta 100M di visite globali ogni mese.

Cosa è possibile vendere su vendere su Trip Advisor

A differenza di Airbnb non si limita solo agli alloggi. Tra i suoi prodotti troviamo: hotel e B&B, voli e trasporti, ristoranti, tour e visite guidate, intrattenimento/spazi per giochi di società e molto altro.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale.

Come iniziare su Trip Advisor

Per cominciare, devi creare il profilo della tua struttura su Trip Advisor.

Tariffe di vendita su Trip Advisor

Il portale applica generalmente una commissione del 3% su tutte le prenotazioni. Clicca qui per maggiori informazioni.

10 - Expedia

Expedia è la sorella minore dei 2 giganti appena citati, mantenendo però 50M di visite globali ogni mese. È un’agenzia di viaggi online (OTA- Online Travel Agencies) con sede negli Stati Uniti e delegazioni in 31 paesi in tutto il mondo. Expedia è un intermediario tra il cliente e la società appartenente al settore turistico. All’interno di questa piattaforma l’utente può verificare i prezzi di diversi prodotti e prenotare voli, hotel o veicoli. Ad ogni prenotazione viene applicata una commissione del 20% sul prezzo.

Cosa è possibile vendere su vendere su Expedia

Il sito si occupa di hotel, B&B, voli, noleggio auto ed in genere del settore turistico.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale

Come iniziare su Expedia

Registra la tua struttura per iniziare la tua partnership con Expedia.

Tariffe di vendita su Expedia

Le tariffe possono variare, ma generalmente applicano dal 15% al 30% di commissione su ogni prenotazione, in base al contratto accettato dal venditore durante la registrazione.

11 - Wish

Questo marketplace di origine asiatica conta ben 50M di visite mondiali ogni mese. Il suo sistema è molto simile a quello di EBay, ma a differenza del colosso americano è necessario iscriversi per visualizzare i prodotti. Wish è infatti un’app, disponibile sia per iOS che per per Android, che consente di acquistare principalmente prodotti cinesi (dalla tecnologia alla moda) a prezzi estremamente bassi.

Cosa è possibile vendere su Wish

Wish è un negozio virtuale che fa della convenienza ma soprattutto della varietà il suo punto di forza. Le categorie principali sono: elettronica, casa e giardino, fai da te, moda, auto e moto, sport e viaggi, divertimento e hobby, e in generale prodotti sotto i 10 €.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale

Come iniziare su Wish

Iscriviti per iniziare a vendere su Wish.

Tariffe di vendita su Wish

Il sito si vanta di non imporre costi per l’esposizione dei prodotti, ma prende una percentuale da ogni ordine. La percentuale non è pubblica ed è variabile, dopo l’iscrizione puoi scoprire la percentuale applicata seguendo le indicazioni a questa pagina.

12 - Trivago

Trivago è un metasearch di viaggio che si concentra sugli hotel. Questa pagina confronta i prezzi di oltre 700.000 hotel su oltre 200 siti di prenotazione, come Expedia e Booking. È uno dei “players” che è cresciuto di più nell’ultimo anno grazie anche al suo strumento “Hotel Manager Pro” che consente di pubblicare prezzi diretti e attirare più visite al sito web dell’hotel. Con sede a Düsseldorf, ha 45 milioni di utenti al mese sulle sue oltre 40 piattaforme internazionali.

Cosa è possibile vendere su Trivago

Il marketplace si concentra sul turismo ed in particolare su Hotel, B&B e case vacanza.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale.

Come iniziare su Trivago

Accedi a Trivago Business Studio per registrarti come struttura autorizzata su Trivago.

Tariffe di vendita su Trivago

L’iscrizione a questa piattaforma è gratuita, per sponsorizzare la struttura è però necessario utilizzare il sistema Rate Connect, che permette di ricevere prenotazioni utilizzando annunci Pay per Click. Il costo è di circa €0,10 per ogni click. Maggiori dettagli sono disponibili sulla pagina dei prezzi di Rate Connect.

13 - Subito

Subito.it è uno dei portali più conosciuti dedicato agli annunci per vendite e acquisti online. Permette a migliaia di persone di mettersi in contatto e concludere numerosi affari vendendo in maniera diretta i propri prodotti. La piattaforma rappresenta oggi uno dei principali servizi di annunci web in Italia; contiene al suo interno 5.500.000 annunci disponibili, divisi per categoria e per regione di riferimento. Gli annunci di vendita possono essere inseriti gratuitamente, l’unica condizione è che siano disponibili sul territorio italiano e che vengano inseriti in una categoria specifica. Il portale registra circa 9 milioni di visitatori unici ogni mese e 150 mila nuovi annunci pubblicati in media ogni giorno.

Cosa è possibile vendere su Subito

Il sito si concentra principalmente sulla vendita di oggetti usati di ogni tipologia: si passa dalle macchine al mobilio, dalla tecnologia al giardinaggio. Qualsiasi cosa possa essere venduta come usata può essere trovata su Subito.

Nazioni e paesi di riferimento

Italia

Come iniziare su Subito

Clicca qui per registrarti ed inserire il tuo primo annuncio.

Tariffe di vendita su Subito

Subito carica una tariffa per ogni annuncio pubblicato, più varie opzioni per garantire più visibilità ai nostri prodotti. Per maggiori informazioni ti rimandiamo alla pratica guida di Aranzulla.

14 - Newegg

Newegg si concentra sulla vendita di prodotti elettronici, ma vengono ammesse altre categorie come cosmetici e libri. Sebbene il processo di registrazione non sia istantaneo per il venditore e sia necessario passare da un’analisi della qualità, le condizioni e le commissioni sono migliori rispetto ad altri mercati elettronici. Newegg oggi riunisce oltre 36 milioni di utenti interessati ai prodotti elettronici in oltre 50 paesi. La sua strategia non si limita solo ad attrarre una grande massa di venditori, ma a formarli e informarli: pubblicano rapporti mensili e tengono congressi con specialisti nel mercato della tecnologia. Come Amazon, offre un proprio servizio di logistica e di servizio clienti. Questo colosso americano dell’elettronica vanta 30M di visitatori ed un mercato florido verso USA e Canada.

Cosa è possibile vendere su Newegg

Il sito si concentra principalmente su sistemi ed attrezzature elettroniche di tutti i tipi, mobile, computer, laptops e relativi accessori, ricambi.

Nazioni e paesi di riferimento

USA e Canada, ma si sta espandendo a livello globale.

Come iniziare su Newegg

Registrati come venditore per iniziare a vendere la tua tecnologia su Newegg

Tariffe di vendita su Newegg

Questo marketplace trattiene una commissione variabile tra il 9% ed il 15% (in base alla categoria dell’articolo) su ogni prodotto venduto. Puoi trovare tutti i dettagli alla pagina delle commissioni ufficiale.

15 - Cdiscount

Cdiscount consente ai venditori di proporre i loro prodotti nuovi o usati agli acquirenti. Si adatta principalmente alla vendita verso Francia, Belgio, Algeria, Tunisia e Marocco. Nella piattaforma sono presenti oltre 9.000 commercianti partner che offrono prodotti in oltre 40 categorie, tra cui articoli per la casa, giocattoli, mobili, articoli per bambini, articoli sportivi ed elettronici. Una volta attivato l’account ed effettuata la registrazione, è possibile caricare il catalogo dei prodotti e le offerte nello spazio venditore. Per registrarsi è necessario acquistare un abbonamento mensile. Questo marketplace richiede che il servizio clienti sia in lingua francese e che gli abbonati debbano essere iscritti nel registro delle imprese del proprio paese. Al raggiungimento di 35 mila euro di vendite online sarà richiesta anche una partita iva francese e un deposito fiscale in Francia. E’ oggi considerato l’alternativa francese ad EBay con 20M di visite mensili.

Cosa è possibile vendere su Cdiscount

Tra i prodotti offerti da Cdiscount troviamo: articoli per la casa, giocattoli, mobili, articoli per bambini, articoli sportivi, informatica, tecnologia, elettrodomestici e persino cibo.

Nazioni e paesi di riferimento

Francia e paesi di lingua francese quali Belgio, Algeria, Tunisia e Marocco

Come iniziare su Cdiscount

E’ necessario validare una mail ed un numero di telefono francese per registrarsi come venditore.

Tariffe di vendita su Cdiscount

Il sito prevede un abbonamento mensile di 39,90 euro più delle commissioni del 15% per ogni prodotto nuovo venduto o del 17% per ogni prodotto usato venduto. Trovi tutti i dettagli qui.

16 - Fnac

Fnac è un retail francese che propone un mercato online misto, dove puoi trovare una grande varietà di articoli che passano dall’intrattenimento ai prodotti culturali, di elettronica e di consumo. Attualmente, il mercato Fnac occupa l’ottava posizione nella Top 10 dei mercati più importanti in Europa, con 36 milioni di visite al mese. Per attivare il profilo, il venditore deve assicurare che le schede dei prodotti e il servizio clienti vengano offerti in lingua francese. Viene inoltre richiesta una tariffa fissa mensile e applicata una commissione di vendita variabile in base ai prodotti venduti. Il sito è adatto per vendere verso Francia, Belgio, Algeria, Tunisia e Marocco.

Cosa è possibile vendere su Fnac

Il sito si concentra su oggettistica quotidiana e tecnologia.

Nazioni e paesi di riferimento

Francia

Come iniziare su Fnac

Registrati sul Fnac Darty markeplace per iniziare a vendere su Fnac. A differenza di Cdiscount, non è richiesto un numero di telefono francese.

Tariffe di vendita su Fnac

L’abbonamento mensile è di 39.90 euro, più delle commissioni variabili da 0.49 a 1.49 euro per articolo. Trovi una descrizione più approfondita qui.

17 - Otto

Questo gigante tedesco si è dimostrato uno dei più grandi e-commerce mondiali con 50M di visite mensili in Europa (per la maggior parte in Germania). Otto Group è considerato il secondo rivenditore online al mondo nel settore B2C (da azienda a consumatore). L’azienda gestisce oltre 100 siti di vendita online in più di 20 paesi. I tre pilastri della strategia di vendita multicanale di Otto Group consistono in e-commerce, vendita tramite catalogo e nei punti vendita. Per numerose aziende l’e-commerce è responsabile del 60% del totale degli incassi dell’attività.

Cosa è possibile vendere su Otto Group

Come molti su questa lista, Otto Group punta sulla varietà quando si parla di prodotti in vendita. Si spazia dai prodotti per la casa alla tecnologia, dal giardinaggio agli elettrodomestici.

Nazioni e paesi di riferimento

Europa ma principalmente attivo in Germania

Come iniziare su Otto

Per iniziare una partnership con Otto occorre contattare lo staff.

Tariffe di vendita su Otto Group

Anche per i dettagli sui costi dovrai rivolgerti direttamente allo staff.

18 - Abebooks

Abebooks è un portale, appartenente al gruppo Amazon, che mette a disposizione degli utenti una vasta scelta di libri nuovi o usati e anche fuori dal catalogo. Il venditore ha a sua disposizione la gestione del proprio catalogo online in cui dovrà inserire costi, specifiche, spese e tempi di spedizione. Questo e-commerce richiede una sottoscrizione mensile calcolata sulla base del numero di libri esposti nel catalogo. Marketplace internazionale di nicchia da 10M di visitatori mensili.

Cosa è possibile vendere su Abebooks

Il sito si occupa esclusivamente della vendita di libri antichi, vintage ed oggetti da collezione.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale. Attivo in più di 50 paesi.

Come iniziare su Abebooks

Clicca qui per iniziare a vendere su Abebooks.

Tariffe di vendita su Abebooks

Il sito richiede un abbonamento mensile basato sulla quantità di prodotti in vendita, di minimo 25 dollari. Inoltre, dovrai pagare una commissione variabile su ogni oggetto venduto ed una tariffa supplementare per ogni transazione tramite carta di credito. Trovi i dettagli alla pagina delle tariffe.

19 - Bol

Bol è il rivenditore leader nel settore olandese. Conta nel suo catalogo 16 milioni di articoli in più di 20 categorie, tra cui elettronica, articoli per bambini, libri, prodotti per la salute e lo stile di vita, gioielli e accessori, sport e tempo libero. Non tutti possono vendere: I venditori sono selezionati attraverso domande di prequalifica. Sono previsti costi di avviamento, canoni mensili o costi di inserimento prodotti. Bol è una piattaforma attiva in più paesi, da 30M di visitatori al mese

Cosa è possibile vendere su Bol

Su Bol puoi trovare libri, giochi, elettronica, oggetti per la casa etc.

Nazioni e paesi di riferimento

Paesi bassi, Belgio e marginalmente Germania.

Come iniziare su Bol

Per iniziare a vendere su questo store bisogna contattare direttamente lo staff a questo link, con l’aiuto di un assistente che sappia l’olandese.

Tariffe di vendita su Bol

I venditori pagano solo una commissione per ciò che viene venduto che varia dal 5% al 17%, a seconda dell’articolo, in media il 15% del prezzo.

20 - Wildberries

Wildeberries è il più importante marketplace generalista Russo. Vende 15,000 brand tra abbigliamento, scarpe, cosmetica, prodotti per la casa e per l’infanzia, elettronica, libri, gioielleria, food e molto altro. Registra una media di 400,000 ordini giornalieri. Si differenzia dagli altri marketplace di moda per l’offerta tra consegna e ritiro. Rispettivamente, se il cliente sceglie la consegna a casa può ricevere il proprio acquisto anche in giornata. Per chi sceglie di ritirare il prodotto acquistato invece, Wildberries ha pensato di strutturare i propri ‘pick up point’ come negozi con veri e propri camerini di prova. È principalmente adatto per vendere in Russia e Ucraina.

Cosa è possibile vendere su Wildberries

Abbigliamento e accessori sia da uomo che da donna.

Nazioni e paesi di riferimento

Russia e Ucraina

Come iniziare su Wildberries

Per iniziare a vendere su Wildberries clicca qui. Il sito è esclusivamente in russo e avrai bisogno di personale madrelingua Russo per comunicare con loro.

Tariffe di vendita su Wildberries

Non siamo riusciti a reperire informazioni sulle tariffe di questo store. Ti consigliamo di visitare la pagina ufficiale o a contattare lo staff per informazioni.

21 - Ozon

Un altro marketplace russo. Questa volta però da 40M di utenti in Russia e Ucraina.

Cosa è possibile vendere su Ozon

Ozon si presenta cronologicamente come prima alternativa ad Amazon ed EBay in Russia. Per questo vende tutto ciò che questi altri 2 colossi possono offrire.

Nazioni e paesi di riferimento

Russia e Ucraina

Come iniziare su Ozon

Accedi al portale venditori per registrarti come venditore su Ozon. Anche in questo caso avrai bisogno di personale madrelingua Russo…

Tariffe di vendita su Ozon

Anche per questo marketplace non siamo riusciti a reperire sufficienti informazioni riguardanti le tariffe di vendita.

22 - Eldorado

Store russo da 20M di utenti che verte principalmente sulla tecnologia.

Cosa è possibile vendere su Eldorado

All’interno dello store possiamo trovare elettronica, telefonia, elettrodomestici ed accessori personali.

Nazioni e paesi di riferimento

Russia e Ucraina

Come iniziare su Eldorado

Clicca qui per iniziare a vendere, ma ricorda che avrai bisogno di personale madrelingua Russo.

Tariffe di vendita

Le tariffe di vendita di Eldorado ci sono sconosciute. Ti consigliamo di ricercare sul sito ufficiale.

23 - Envato

Envato è un servizio che fornisce download illimitati di centinaia di migliaia di risorse digitali. I membri hanno anche accesso gratuito al loro partner Tuts+ che propone corsi online per creativi digitali. I corsi gratuiti sono diretti sia ai principianti che ai professionisti esperti. Envato Elements è la risorsa ideale per un progettista indipendente che punta a far crescere e a gestire la sua attività. Con 15M di visite globali, è il marketplace di riferimento per la vendita di asset digitali per creativi.

Cosa è possibile vendere su Envato

Come abbiamo detto, questo store si concentra sui creativi. Tra i suoi prodotti quindi troviamo asset digitali, ma anche software e plugin per siti web volti alla produzione di video, immagini, etc.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale

Come iniziare su Envato

Segui la procedura di registrazione per diventare un autore autorizzato Envato.

Tariffe di vendita su Envato

La politica di questo store è quella di trattenere una commissione da ogni vendita. Queste commissioni possono essere anche molto alte ( fino al 55%), in base al fatto che vendiate solo su Envato o anche su altri marketplace. Per tutti i dettagli vi rimandiamo alla loro pagina ufficiale.

24 - Taobao

Gigante cinese, costola di Alibaba, conta oltre 600M di visite al mese. Ha regole più stringenti del normale per i suoi venditori: per diventare partner autorizzati infatti, avrai bisogno di una base logistica in Cina, oppure di un rivenditore in loco (cosa tuttavia piuttosto facile: è possibile aprire un profilo su Taobao e contattarli attraverso di esso per trovare un partner).

Cosa è possibile vendere su Taobao

Le principali categorie che si possono trovare su Taobao sono: abbigliamento uomo e donna, intimo, gioielleria, scarpe, prodotti per la casa, mobilio, elettrodomestici, attrezzatura da ufficio e tecnologia.

Nazioni e paesi di riferimento

Cina

Come iniziare su Taobao

Clicca qui per registrarti come venditore su questo marketplace. E’ necessario avere a disposizione personale madrelingua per registrarsi al sito, dopo di che le comunicazioni possono avvenire in lingua inglese.

Tariffe di vendita Taobao

Questo store applica commissioni variabili di diversi tipi. Trovi i dettagli dalla loro pagina ufficiale.

25 - JingDong

Un altro colosso cinese da 400M di visite mensili. Il suo punto di forza è che, al contrario di Taobao, non richiede una base logistica in Cina per iniziare a vendere.

I prodotti che è possibile vendere su JingDong

Come ogni enorme e-commerce, i prodotti all’interno di JingDong variano moltissimo tra di loro. Temi ricorrenti sono: abbigliamento, scarpe, accessori, prodotti per la casa, gadget, mobilio, telefonia e tecnologia in generale.

Nazioni e paesi di riferimento

Cina

Come iniziare su JingDong

Clicca qui per iniziare a vendere. Ricorda che avrai bisogno almeno di un assistente in grado di parlare e scrivere fluentemente in cinese.

Tariffe di vendita su JingDong

Per iniziare JD richiede un deposito di 15000$, una tassa di 1000$ e per ogni vendita una commissione dal 2 al 5%.

26 - Tmall

Altro colosso Cinese. Il più grande punto di forza di questo market rispetto agli altri è la sua impostazione che cerca di favorire quanto più possibile i venditori esteri, rimuovendo la necessità di un assistente madrelingua cinese. Con oltre 300M di visite mensili risulta molto simile a JingDong, ma opera anche in Taiwan e Macau.

Cosa è possibile vendere su Tmall

I prodotti sono gli stessi trovati su JingDong, quindi abbigliamento, tecnologia, prodotti per la casa etc. Praticamente qualsiasi cosa.

Nazioni e paesi di riferimento

Cina, Taiwan e Macau.

Come iniziare su Tmall

Cliccando qui aprirai la pagina dedicata dello store per aprire il tuo negozio virtuale.

Tariffe di vendita su Tmall

Come gli altri store cinesi, Tmall richiede un deposito di sicurezza, una tassa e una commissione su ogni vendita. Le tariffe sono molto articolate, trovi i dettagli e le cifre esatte alla pagina Fee Schedule.

27 - Best Buy

Best Buy nasce come una catena di negozi fisici che ha successivamente aperto anche all’ e-commerce. Propone una rete di negozi distribuita capillarmente sul territorio e una strategia commerciale orientata al cliente con un importante servizio di supporto a consumatori e aziende. Questo colosso dell’elettronica conta oltre 100M di visite mensili.

Cosa è possibile vendere su Best Buy

Lo store si occupa principalmente di elettronica di consumo: telefonia, audio, accessori per computer e così via.

Nazioni e paesi di riferimento

USA, Canada e Messico

Come iniziare su Best Buy

Per iniziare una collaborazione con Best Buy è necessario contattare direttamente l’azienda tramite i link di contatto disponibili sul sito.

Tariffe di vendita

Anche per i dettagli sulle tariffe di vendita devi scrivere direttamente allo staff di Best Buy.

28 - Souq

Souq è il principale negozio di e-commerce in Medio Oriente. Fa parte del gruppo Amazon e conta circa 8,4 milioni di prodotti in vendita in 31 categorie come elettronica di consumo, moda, salute e bellezza, articoli per la casa e il bambino. Il Marketplace è molto attivo in tutti i paesi di lingua araba, con 30M di visitatori mensili.

Cosa è possibile vendere su Souq

Le categorie principali comprendono: elettronica e telefonia, abbigliamento e moda, alimenti e bevande, giochi, sport e attrezzature, accessori e altro ancora.

Nazioni e paesi di riferimento

Egitto, Emirati Arabi, Arabia Saudita e altri paesi arabi.

Come iniziare su Souq

Registrati su Souq Sellers per iniziare il tuo percorso su Souq.

Tariffe di vendita su Souq

La politica di questo store è quella del free listing. Vale a dire che non dovrai pagare alcuna commissione per mettere in vendita i tuoi prodotti sul sito. Al momento dell’acquisto però Souq tratterrà una commissione sul venduto. Le tariffe sono variabili in base al paese di vendita, accedi alla pagina delle commissioni per maggiori informazioni.

29 - Macy's

Ancora un marketplace americano, ma questa volta più di nicchia. Con 50M di visite, il sito si concentra su moda e fashion.

Cosa è possibile vendere su Macy’s

Abbigliamento uomo e donna, gioielli, accessori e moda in generale.

Nazioni e paesi di riferimento

USA

Come iniziare su Macy’s

Visita la pagina per aspiranti rivenditori per capire il da farsi ed iniziare a vendere i tuoi prodotti su Macy’s.

Tariffe di vendita su Macy’s

Le tariffe di vendita sono variabili in base alla contrattualizzazione ed alla trattativa iniziale.

30 - Overstock

Di nuovo nel paese a stelle e strisce con un marketplace che si occupa di arredamento, forniture per la casa e mobilio, da 20M di visite mensili.

Cosa è possibile vendere su Overstock

I prodotti trattati da Overstock sono principalmente arredamento, forniture per la casa e mobilio.

Nazioni e paesi di riferimento

USA e Canada

Come iniziare su Overstock

Clicca qui per accedere alla pagina partner di Overstock.

Tariffe di vendita su Overstock

L’iscrizione ad overstock è gratuita, ma l’aggiunta di prodotti varia dai 10 cents fino ai 3,15$, più commissioni. Trovi più dettagli dalla pagina partner di Overstock.

31 - Autoscout24

È il turno di un marketplace automobilistico italiano da 10M di visite. Autoscout 24 è Il portale degli annunci per vendere e comprare automobili di ogni genere e tipo. Il prezzo di pubblicazione di un annuncio è totalmente gratuito. Per pubblicare gli annunci di vendita viene richiesta una valutazione/quotazione del veicolo. Sarà quindi necessario stabilire il prezzo del veicolo da soli; oppure ci si può affidare ad un consulente esperto o ancora rivolgersi ad un rivenditore d’auto.

Cosa è possibile vendere su Autoscout24

Questo store si occupa di veicoli principalmente usati: automobili, furgoni, moto, automezzi etc.

Nazioni e paesi di riferimento

Italia

Come iniziare su Autoscout24

Registrati per pubblicare i tuoi annunci su Autoscout24.

Tariffe di vendita su Autoscout24

Questo marketplace ci permette di inserire gratuitamente il nostro mezzo all’interno del sito. Inoltre, possiamo pagare per dare più visibilità al nostro annuncio tramite annunci premium con costi variabili tra i 15€ ed i 35€. Per maggiori informazioni puoi visitare la pagina degli annunci premium.

32 - IBS

Restiamo in Italia con il leader della vendita di libri che vanta 5M di visite online. IBS è un marketplace aperto a tutti i nuovi venditori che desiderano entrare a far parte di un grande network. Uno dei vantaggi principali di questo e-commerce, è la possibilità di rivolgersi ad un grande numero di potenziali clienti che hanno già acquisito fiducia nel marketplace. Viene richiesta una descrizione del negozio, delle politiche di vendita e di reso ed eventuali periodi di chiusura, le coordinate bancarie e le impostazioni di spedizioni. Oltre all’abbonamento mensile IBS prevede delle commissioni che variano in base alla categoria del prodotto. Da qualche anno, infatti, si sono aggiunte nuove categorie quali: elettronica, viaggi, casa e cucina e molto altro.

Cosa è possibile vendere su IBS

Lo store si occupa principalmente di commerciare libri, nuovi, usati e vintage.

Nazioni e paesi di riferimento

Italia

Come iniziare su IBS

Clicca qui per iniziare a vendere su IBS.

Tariffe di vendita su IBS

IBS richiede un abbonamento di 25 euro mensili più una commissione dal 5 al 15% sul venduto.

33 - Eprice

Oggi questa piattaforma ha all’attivo un catalogo di oltre 600mila prodotti delle migliori marche di informatica, audio, video, elettronica, elettrodomestici, giochi e libri. Il modello di vendita maggiormente utilizzato dai venditori su questo e-commerce è Il dropshipping, che permette di vendere online senza dovere necessariamente disporre di un magazzino, mettendo in vendita i prodotti di un fornitore che distribuisce il catalogo dei propri prodotti, con i suoi prezzi e le giacenze del suo magazzino, al rivenditore. E-commerce 100% italiano da circa 3M di visite mensili.

Cosa è possibile vendere su Eprice

Marketplace che si concentra sull’elettronica di consumo: elettrodomestici, videogiochi, telefonia, informatica, foto e materiale per l’ufficio.

Nazioni e paesi di riferimento

Italia

Come iniziare su Eprice

Crea un account per iniziare a vendere sul marketplace.

Tariffe di vendita su Eprice

Eprice prevede un abbonamento mensile da 29 euro più delle commissioni sul venduto dal 5 all’8%. Trovi più informazioni sulla loro pagina ufficiale per i venditori.

34 - Flipkart

Acquisita da Walmart nel 2018, Flipkart è una delle piattaforme e-commerce B2C più diffuse in India. Dato il particolare sistema logistico e la politica di resi di questa piattaforma non è possibile vendere e spedire i propri prodotti dall’estero, ma è necessario avere un magazzino locale. Per vendere su questo marketplace è quindi necessario avere un aggregatore in loco che agisce come venditore registrato e gestisce tutto ciò che riguarda la vendita attraverso questo canale (listing, customer support, spedizioni e resi).  La spedizione è gestita obbligatoriamente dai corrieri partner di Flipkart. Questo marketplace conta oltre 200M di visitatori mensili.

Cosa possibile vendere su Flipkart

Come molti marketplace, Flipkart punta sulla varietà di categorie. Troviamo tv e telefonia, ma anche abbigliamento, sport, prodotti per la casa e un sacco di altri prodotti.

Nazioni e paesi di riferimento

India

Come iniziare su Flipkart

Clicca qui per iniziare a vendere gratuitamente sul marketplace.

Tariffe di vendita su Flipkart

L’iscrizione e l’aggiunta di prodotti sono gratuite su Flipkart. L’unica spesa sono le commissioni sul venduto. I dettagli sono disponibili previa registrazione.

35 - Snapdeal

Snapdeal è uno dei principali siti di eCommerce in India, concorrente di  Flipkart, ma leggermente più piccolo: 50M di visitatori. I clienti possono acquistare tutti i tipi di articoli, dall’elettronica ai cosmetici, oltre che un’infinità di prodotti specifici tipici del mercato indiano come i sari o i mangalsutra. Anche in questo caso i venditori devono essere imprenditori registrati in India.

Cosa è possibile vendere su Snapdeal

Esattamente come Flipkart, Snapdeal spazia dall’elettronica ai giocattoli, dalla moda ai libri etc. Di tutto.

Nazioni e paesi di riferimento

India

Come iniziare su Snapdeal

Registrati al portale venditori per vendere su Snapdeal.

Tariffe di vendita

L’iscrizione al marketplace e l’aggiunta di prodotti sono gratuiti. Le commissioni sono variabili in base alla trattativa effettuata in fase di registrazione.

36 - Mercadolibre

Rappresenta il principale concorrente di Amazon in Sud America ed è considerato la porta d’accesso al mercato sudamericano per i venditori internazionali. MercadoLibre offre la possibilità di vendere e acquistare beni, sia nuovi che usati, servizi e funzionalità varie. Come nel caso di Ebay si può stabilire un prezzo fisso oppure effettuare un’asta. Oltre l’oggettistica, sulla piattaforma i professionisti possono offrire servizi o corsi a pagamento sulla piattaforma. I venditori possono inserire i loro prodotti senza spese fisse; il pacchetto base non ha costi di commissione, ma ha una durata massima di due mesi. Se invece vuoi diventare un venditore fisso, verrà applicata una commissione sul venduto in base al Paese di vendita. MercadoLibre è Un gigante da 200M di visite mensili.

Cosa è possibile vendere su MercadoLibre

Il marketplace si occupa di mobilio, giocattoli, telefonia, elettrodomestici, auto e motori, abbigliamento ed altro ancora

Nazioni e paesi di riferimento

Sud America: Argentina, Brasile, Colombia, Chile, Venezuela, Messico.

Come iniziare su MercadoLibre

Clicca qui per partecipare a MercadoLibre.

Tariffe di vendita su MercadoLibre

MercadoLibre non ti farà pagare per creare un account o per mettere in vendita i tuoi prodotti. Tratterà però almeno il 16% del prezzo sul venduto come commissione.

37 - Casasbahia

Questo marketplace da 30M di visitatori si concentra sul mercato brasiliano degli oggetti per la casa.

Cosa è possibile vendere su Casasbahia

Nello store troviamo mobili, elettrodomestici, oggetti per la casa ma anche tecnologia ed informatica.

Nazioni e paesi di riferimento

Brasile.

Come iniziare su Casasbahia

Clicca qui per iniziare a vendere su questa piattaforma. E’ anche disponibile una  guida pratica passo passo.

Tariffe di vendita su Casasbahia

Casasbahia adotta il modello a commissioni, come molti su questa lista. L’ammontare varia, ma la media è del 16% per ogni oggetto venduto.

38 - Takealot

E-commerce di riferimento del Sud Africa con 7M di visitatori.

Cosa è possibile vendere su Takealot

Come alternativa ad Amazon in Sud Africa, questo marketplace si occupa di: libri, prodotti per la casa, mobilio, tecnologia, svago, oggetti da ufficio, sport etc.

Nazioni e paesi di riferimento

Sud Africa.

Come iniziare su Takealot

Clicca qui per diventare un venditore su Takealot.

Tariffe di vendita su Takealot

Il costo di registrazione è zero ma dovrai pagare un abbonamento mensile e delle commissioni dal 7 al 10% sul venduto. Clicca qui per una tabella pratica con alcune tariffe.

39 - Bidorbuy

Un altro player del Sud Africa, questa volta però da soli 3M di visitatori. Questo market differenzia enormemente i venditori base e i venditori premium. Al fine di convalidare l’account, ai venditori premium viene richiesta la certificazione bancaria e dei dati anagrafici.

Cosa è possibile vendere su Bidorbuy

Le categorie sono le più disparate, dell’antiquariato alla telefonia, dal giardinaggio al contenuto per adulti. Qualsiasi prodotto può essere venduto su questo sito, a patto che sia legale e di tua proprietà.

Nazioni e paesi di riferimento

Sud Africa.

Come iniziare su Bidorbuy

Clicca qui per una guida pratica su come iniziare a vendere su Bidorbuy.

Tariffe di vendita Bidorbuy

Registrarsi è gratuito, come lo è mettere in vendita la maggior parte dei prodotti. Le commissioni variano dal 2.5% fino al 10% del prezzo sul venduto.

40 - Jumia

Jumia nasce con l’intenzione di aiutare rivenditori e grossisti a vendere i prodotti al dettaglio nel territorio africano. Si estende oggi a 14 paesi del continente e collega oltre 70.000 aziende agli utenti. Date le scarse connessioni Internet in Africa e la mancanza di conoscenza di molti venditori sul commercio digitale, l’azienda ha aperto linee di credito per i commercianti che vogliono vendere i loro prodotti sulla piattaforma. Oltre al servizio di finanziamento, il colosso commerciale africano offre anche corsi di formazione per venditori e avvia costantemente importanti campagne di marketing dirette agli acquirenti. Questa piattaforma conta 3M di visitatori.

Cosa è possibile vendere su Jumia

Jumia si occupa di elettronica, libri, telefonia, moda e un’infinità di altri prodotti.

Nazioni e paesi di riferimento

Nigeria, Camerun, Kenya e paesi africani in generale.

Come iniziare su Jumia

Puoi iniziare a vendere su Jumia registrandoti come vendor qui.

Tariffe di vendita su Jumia

Le tariffe sono proporzionali al venduto e sono attualmente in cambiamento. In precedenza intorno al 7%.

41 - Rubylane

Un’altra piattaforma internazionale dedicata all’antiquariato, questa volta da 1M di visitatori. Ruby Lane è presentata come un’ alternativa a eBay. Propone oggetti d’antiquariato, arte, oggetti da collezione e gioielli. Questo market non prende commissioni sulle vendite, ma richiede una quota mensile per l’utilizzo del profilo. Potrai ricevere sconti sulle spese di manutenzione mensili del sito dopo aver inserito nel tuo profilo 150 articoli.

Cosa è possibile vendere su Rubylane

I prodotti presenti sullo store sono articoli vintage, antichità ed oggetti da collezione.

Nazioni e paesi di riferimento

Internazionale. Poco attivo in Italia ma molto utilizzato in USA, Canada, Regno Unito, Australia e Spagna.

Come iniziare su Rubylane

Clicca qui per creare il tuo account da venditore.

Tariffe di vendita su Rubylane

Uno dei pochi marketplace a non richiedere commissioni sul venduto. D’altro canto, richiede 19 centesimi per ogni prodotto inserito, 100 dollari per l’iscrizione e un costo di “manutenzione” variabile.

42 - Maremagnum

Maremagnum è un marketplace italiano dedicato esclusivamente ai libri antichi, esauriti o fuori catalogo. Attualmente il database ha raggiunto 10.000.000 di titoli forniti da 620 librai europei ed extra-europei. Propone un servizio di supporto al venditore e di spedizione a costo zero. Attivo principalmente in Italia, conta 400K visitatori al mese.

Cosa è possibile vendere su Maremagnum

Maremagnum offre oltre 10.000.000 titoli: libri antichi e moderni, edizioni rare e novità appena uscite.

Nazioni e paesi di riferimento

Principalmente Italia, marginalmente Europa.

Come iniziare su Maremagnum

Clicca qui per iniziare a collaborare con Maremagnum.

Tariffe di vendita su Maremagnum

La registrazione è gratuita, le commissioni sul venduto però partono dal 12%. Trovi più informazioni a valle della registrazione.

43 - Allegro

Allegro si occupa della vendita di articoli per la casa, stoviglie, abbigliamento, articoli per bambini, attrezzature sportive. Questo e-commerce richiede che le schede di prodotto e il servizio clienti siano offerti in lingua polacca. Le commissioni sono determinate utilizzando il loro calcolatore di commissioni. Allegro è un gigante polacco da 200M di visitatori mensili.

Cosa è possibile vendere su Allegro

Il sito spazia dall’elettronica agli oggetti per la casa. La varietà di prodotti che puoi aspettarti è la stessa che trovi su Amazon.

Nazioni e paesi di riferimento

Polonia e paesi limitrofi.

Come iniziare su Allegro

Clicca qui per creare il tuo account su Allegro.pl. E’ necessario avere a disposizione personale in grado di comunicare in Polacco.

Tariffe di vendita

Allegro basa le sue tariffe di vendita principalmente su un sistema di commissioni. Trovi tutti i dettagli qui.

44 - Yatego

Yatego è uno store made in Germany, attivo in più nazioni da 300k visitatori al mese. In questo market online sono presenti oltre 5.000.000 prodotti e oltre 7.000 commercianti. Al venditore viene richiesto un costo mensile e viene inoltre applicata una commissione pari all’8% sulla merce venduta. I costi variano a seconda della sede legale del commerciante. La consegna e la spedizione è gestita direttamente dal venditore.

I prodotti che è possibile vendere su Yatego

Anche qui la varietà fa da padrona. Puoi vendere dall’abbigliamento all’attrezzatura da sport, dai mobili alla gioielleria e così via.

Nazioni e paesi di riferimento

Germania, Austria e Svizzera.

Come iniziare su Yatego

Clicca qui per vendere su Yatego.

Tariffe di vendita su Yatego

Il modello di tariffe di questo marketplace comprende un abbonamento mensile di 39.90 euro e una commissione fissa dell’8% sul venduto. D’altro canto, non dovrai pagare costi di iscrizione e l’aggiunta di prodotti è completamente gratuita.

45 - Mumzworld

Mumzworld è il principale sito di e-commerce in Medio Oriente dedicato a tutto ciò che riguarda la madre e il bambino fino ai 12 anni. Fondata nel 2011, ospita oltre 1.700 marchi e oltre 200.000 prodotti. I requisiti del venditore includono un contatto personale, informazioni aziendali, prodotto da vendere (per neonati e bambini piccoli), licenza commerciale e conto bancario. Attivo principalmente negli Emirati Arabi con 300k visitatori mensili.

Cosa è possibile vendere su Mumzworld

Il marketplace si focalizza su prodotti per bambini e premaman.

Nazioni e paesi di riferimento

Emirati Arabi, Egitto, Arabia Saudita e paesi arabi.

Come iniziare su Mumzworld

Clicca qui per iniziare a vendere i tuoi prodotti.

Tariffe di vendita su Mumzworld

Contatta direttamente lo staff per dettagli sulle tariffe.

46 - Letstango

Su Lets Tango puoi vendere in tutti gli stati arabi del Golfo Persico ad eccezione dell’Iraq. Come molti dei precedenti e-commerce si occupa della vendita di elettronica, dispositivi digitali, elettrodomestici, salute e bellezza e moda. La registrazione è gratuita e viene richiesta una percentuale del 10% su ogni vendita. Conta 100k visitatori della zona araba mensili.

Cosa è possibile vendere su Letstango

Il sito presenta elettronica, giochi, telefonia, fashion e altro ancora.

Nazioni e paesi di riferimento

Emirati Arabi, Egitto, Arabia Saudita e paesi arabi.

Come iniziare su Letstango

Clicca qui per creare un account ed iniziare a vendere su Letstango.

Tariffe di vendita su Letstango

Il sito si vanta di non avere costi per l’aggiunta dei prodotti e commissioni bassissime ma non presenta una pagina dedicata per le tariffe. Ti consigliamo di contattare direttamente lo staff per tutti i dettagli.

47 - Rakuten Ichiba

E’ il leader giapponese delle vendite online con oltre 300M di visite mensili. In assoluto la miglior scelta per vendere prodotti in Giappone.

Cosa è possibile vendere su Rakuten Ichiba

Il marketplace si occupa di una grande varietà di prodotti: dell’elettronica ai libri, passando per l’abbigliamento.

Nazioni e paesi di riferimento

Giappone

Come iniziare su Rakuten Ichiba

Inizia a vendere su Rakuten Ichiba  registrandoti qui.

Tariffe di vendita su Rakuten Ichiba

Le tariffe sul venduto vanno dal 8% al 12.5% a seconda della categoria del prodotto. Inoltre, è previsto un pagamento di circa 528$ come fee di iscrizione.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questa lunga lista comprendente tutti i marketplace più influenti e validi sul mercato.
Come possiamo intuire, ci sono diversi fattori da prendere in considerazione quando decidiamo di aprire un negozio online. Nonostante possa sembrare più facile optare per i grandi market come Amazon o Ebay, occorre tenere presente che in questo caso si dovrà competere con numerosi fornitori del medesimo prodotto. Pertanto, un’opzione interessante per aumentare le vendite sarebbe quella di non limitarsi solo ai leader, ma cercare di inserirsi anche in un mercato più di nicchia.

Ma quali sono quindi, in breve, i fattori da considerare quando scegli dove vendere i tuoi prodotti?

  • Schede del prodotto

Se la SEO è la punta di diamante della tua strategia di marketing, hai bisogno di un market che abbia una struttura di schede in loco ottimale a livello di etichettatura e contenuto.

  • Scelta della categoria corretta

I marketplace sono generalmente raggruppati e divisi in molte categorie. Puoi scegliere di includere i tuoi prodotti in una categoria molto specifica, con meno concorrenza ma meno visibilità, o al contrario scegliere una categoria più generica. Ciò comporterà più visibilità ma anche più concorrenza.

  • Costi e commissione per vendita

Come abbiamo visto, solitamente la vendita in un e-commerce non è gratuita. Un abbonamento mensile, per i negozi più piccoli, potrebbe comportare un rischio. Scegli quindi anche in base ai costi di abbonamento e di percentuale sulla vendita.

  • Facilità d’uso e sistemi di pagamento

I marketplace propongono una varia gamma di forme di pagamento. Orientarsi su piattaforme che offrono la propria sicurezza Web con certificati SSL risolve il problema della fiducia con i clienti online e aiuta a rassicurarli.

Speriamo che questa guida ti abbia aiutato a prendere una buona decisione!